CRONACA
"Attenzione alla mancanza di respiro. Quando si potrà uscire di nuovo, l'epidemia potrebbe ripartire"
Il dottor Garzoni: "La mancanza di fiato è il sintomo più importante. Se viene in fretta il fiatone bisogna avvisare il medico. Quanto durerà? Non si sa, la soluzione sarebbe il vacino però ci vorrebbero mesi"

LUGANO – Non solo febbre e polmonite, ma soprattutto problemi a respirare. Chi li avverte, deve rivolgersi al medico perché potrebbe avere il Coronavirus. “Il sintomo più importante è la mancanza di respiro: se basta fare qualche passo o qualche gradino perché manchi il fiato, allora siamo in presenza di un sintomo importante. Se viene in fretta il fiatone bisogna subito avvisare il medico del problema e il medico gli dirà cosa fare. I Checkpoint sul territorio gli vengono in aiuto e il paziente verrà verosimilmente inviato lì. Se lì il valore di ossigeno nel sangue sarà troppo basso verrà inviato a un pronto soccorso”, ha detto a TeleTicino il medico infettivologo e direttore sanitario della clinica Moncucco Christian Garzoni.

Possono esserci polmoniti anche in assenza di febbre e tosse. Per questo, “abbiamo notato pazienti con una polmonite già avanzata e valori di ossigeno bassi, senza tosse e senza febbre. Probabilmente non si sono neppure accorti di averla".

E chi ha i classici sintomi, dato che l’influenza stagionale sta sparendo, potrebbe sul serio aver contratto il Covi19. Attenzione, però, non è necessario chiamare subito il medico: “La febbre è una cosa che i pazienti hanno spesso, la tosse secca accomuna anche molte persone ma non è obbligatoria. Però, se si sviluppa una mancanza di fiato in quel momento è necessario consultare il proprio medico", spiega Garzoni.

Non sa dire quando si potrà tornare alla vita normale. Si era ipotizzato, dice, una durata dell’epidemia di 12-14 settimane, ma ora si è bloccato tutto. Quando i nuclei familiari potranno di nuovo incontrarsi, il medico afferma che il virus potrebbe ricominciare a circolare e potremmo essere da capo, d’altronde non si potrà mantenere in eterno una situazione di quarantena come quella odierna. Dunque? Ci vorrebbe un vaccino, che però al momento non c’è e che richiederebbe mesi di ricerca, forse un anno.

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