CRONACA
Un maltempo in tre fasi. "Eventi così accadono ogni 3-5 anni"
La situazione del Vedeggio è ancora seria ma pare sotto controllo. La stazione meteo spiega come si sono svolte le precipitazioni da record di questi giorni
Il Cassarate. Foto di Pablo Gianinazzi /TiPress

LUGANO - L'afflusso di aria molto umida e instabile è stato all'origine di una giornata temporalesca con accumuli di pioggia degni di nota. Nel Canton Ticino si registrano danni, in particolare sul Piano di Magadino verso Cadenazzo, nel Luganese e soprattutto verso il Malcantone..

Il maltempo di oggi era previsto dai modelli di MeteoSvizzera, che spiega come l'evento di maltempo si sia sviluppato in tre fasi.

La giornata di ieri è stata caratterizzata dalla presenza di una massa d’aria molto instabile. Quest’instabilità, più marcata nel Sottoceneri, ha dato luogo ai primi rovesci e temporali. Queste precipitazioni, a differenza di quelle di questa mattina, erano distribuite in modo molto irregolare sul territorio, e non tutte le regioni sono state toccate. I temporali erano intervallati da periodi asciutti prolungati.

Oggi invece  in mattinata nel Sottoceneri soffiava un vento sostenuto da sudest: si trattava di una corrente sciroccale. In questi casi la convergenza viene rinforzata e l’apporto di aria molto umida e instabile causa precipitazioni temporalesche che si rigeneravano continuamente. 

 Durante questa fase prefrontale, gli accumuli maggiori sono stati registrati su una linea “Centovalli – Biasca”. Proprio Biasca infatti deteneva il record (momentaneo) di precipitazioni con circa 70 mm alle ore 7.50.

Dopo i quantitativi di precipitazione abbondanti della mattinata, l’aria fredda ha iniziato ad affluire alle quote più alte, accentuando l’instabilità potenziale. Il fatto che all’arrivo di un fronte freddo, l’aria più fredda arrivi sulle nostre teste prima alle quote più alte rispetto in pianura, è piuttosto comune: l’orografia complessa delle Alpi funge da attrito alle correnti in arrivo da ovest nei bassi strati. Un fronte freddo di questo tipo, si chiama in inglese “split cold front”. Tra il fronte freddo in quota e quello nei bassi strati, si verifica una situazione particolare. A bassa quota si ha aria ancora calda, mentre ad alta quota aria sempre più fredda. Di conseguenza l’instabilità (potenziale) aumenta in modo considerevole. Questa zona, molto favorevole per la formazione di temporali, viene denominata in inglese “shallow moist zone”. Si parla di instabilità potenziale, perché l’aria umida e calda per salire a quote più alte, accelerando e dando luogo a temporali, necessita di un innesco, una spintarella verso l’alto. L’orografia, le colline, le montagne solitamente giocano quindi un ruolo fondamentale.

Intanto, al Corriere del Ticino Luca Nisi proprio di MeteoSvizzera ha affermato come quello di oggi "è un evento che non capita tutti gli anni, considerando i quantitativi di pioggia caduti nelle zone maggiormente colpite. Parliamo di una situazione temporalesca rigenerante durata 12 ore, originata da un fronte freddo che ha attraversato molto lentamente la Svizzera. Da una prima stima, il periodo di ritorno di un evento di questa portata è di 3 -5 anni". Insomma, da record.

La situazione del Vedeggio è seria, ma sotto controllo. 

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