CRONACA
Da Varese puntano il dito sul Ticino: "Diversi i frontalieri che si sono infettati"
La Provincia è la terza più colpita d'Italia e gli ospedali sono prossimi alla saturazione. Il direttore del Dipartimento delle medicine dell’intera Asst dei Sette Lagh: "Uno dei fattori causanti è la vicinanza con la Svizzera"

VARESE - Piero Marchesi teme i contagi delle persone residenti in Provincia di Varese che lavorano in Ticino. Per contro, da Varese si punta il dito contro il Ticino. Gli ospedali del Varesotto sono pieni per il 50% di pazienti Covid e c'è emergenza. L ’intera provincia di Varese, che conta 900mila abitanti ha registrato nelle ultime 24 ore 1'902 contagi, divenendo la terza provincia più colpita dopo Milano e Napoli.

Francesco Dentali, direttore del Dipartimento delle medicine dell’intera Asst dei Sette Laghi, l’azienda sanitaria competente sul Varesotto, è preoccupato e ritiene la seconda ondata più grave della prima. "Non c’è mai stato un giorno peggiore di questo. Oggi abbiamo ricoverato già quaranta persone positive e le ambulanze continuano ad arrivare", ha detto a Open.

I motivi? "Può essere rilevante la vicinanza alla Svizzera: sono diversi i lavoratori frontalieri che si sono infettati. Ancora, molti residenti nella provincia di Varese lavorano a Milano, che è la città al momento più colpita in Italia. A questi tre fattori, si aggiungono gli elementi comuni a tutta l’Europa: i viaggi estivi, la riapertura delle scuole e delle attività lavorative". 

"Siamo prossimi alla saturazione, ma soprattutto siamo prossimi al fatto che, nei prossimi giorni, dovremmo procedere con le interruzioni delle altre attività ospedaliere per avere lo spazio necessario ad altri letti per i pazienti Covid. Fino ai 100 ricoveri di persone positive siamo andati avanti senza interrompere le altre attività, superata questa soglia non è stato più possibile. Non raggiungeremo la saturazione domani, ma tra qualche giorno sì", ha aggiunto. 

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