CRONACA
Tettamanti e la mascherina: "Portatela. A me dà fastidio, ma indossarla mostra che sappiamo reagire senza asfissianti disposizioni statali"
Il finanziere ammette di avere difficoltà a indossare la mascherina ma usarla "nella situazione odierna è un’espressione di coscienza della nostra libertà e contemporaneamente di doveroso rispetto di quella altrui e perciò di civismo"

BELLINZONA - La mascherina, seppur portata con fastidio, come "una dimostrazione da parte della società civile di saper operare e reagire indipendentemente da asfissianti disposizioni e controlli dello Stato": è con queste parole che, attraverso una presa di posizione apparsa ieri sul Corriere del Ticino, il finanziere Tito Tettamanti dice la sua sull'uso della mascherina.

"Odio la mascherina, la sopporto male, non riesco a respirare e quando la porto mi agito come un gatto al quale è stato imposto un collare", ammette, ma indossarla "nella situazione odierna è un’espressione di coscienza della nostra libertà e contemporaneamente di doveroso rispetto di quella altrui e perciò di civismo. Mi hanno convinto le considerazioni dei virologi e degli esperti in genere".

Anche come messaggio, appunto, alla società. "Le situazioni di necessità, di crisi sono sempre state un terreno ideale per il potere politico e burocratico per invadere ulteriormente la sfera dei diritti privati. Il controllo democratico cede (talvolta eccessivamente) il passo di fronte alle misure d’urgenza del potere esecutivo": se si mostra di sapersi adeguare alla mascherina, si farà vedere di essere in grado di proteggersi senza che lo Stato diventi soffocante, secondo Tettamanti. 

Sebbene faccia notare come per altre patologie si muoia più che per il Coronavirus, scrive che "si può anche 'morir di fame'". L’impatto su alcuni rami dell’economia è estremamente preoccupante e alcuni settori tra i quali viaggi, traffico aereo, turismo, attività nella ristorazione avranno difficoltà a riprendersi. Gli interventi finanziari per le aziende in difficoltà, il finanziamento del lavoro ridotto non possono che essere utili misure d’eccezione e transitorie".

Dunque, "bisogna evitare ulteriori chiusure (i temuti lockdown) delle attività produttive che originerebbero conseguenze finanziarie ed economiche irreparabili e contemporaneamente pesanti depressioni nella società". Il suo appello è quello di portare la mascherina, "non risolve il problema, ma aiuta ed esprime responsabilità e solidarietà".

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