CRONACA
Reparti Covid, in Ticino è allarme: siamo vicini alla saturazione! Garzoni lancia l'allarme
I posti letti messi a disposizione dall'EOC sono occupati al 60%, quelli di Moncucco addirittura al 90%. Il membro della Task Force: "Curva esponenziali e preoccupante, serve una risposta forte dalla politica".

BELLINZONA - La curva rallenta? Non in Ticino, dove i dati riguardanti i reparti Covid sono allarmanti. Secondo la Task Force scientifica, fra una settimana saranno pieni!

“Secondo i nostri dati oggi l’Rt è all’1.17 in Ticino, quindi non abbiamo ancora la curva sotto controllo. Questa è ancora esponenziale ed è preoccupante. Non c'è tempo da perdere. Penso che ci voglia una risposta forte da parte della politica", ha detto alla RSI Antoine Flahault, membro della Swiss Task Force Covid-19 e direttore dell’Istituto di Sanità Globale dell’Università di Ginevra. Auspica misure che possano contenere la diffusione del virus in ristoranti, bar e sale da sport.

Ma passiamo ai numeri: i reparti Covid messi a disposizione da ospedali EOC sono pieni al 60%. Nel dettaglio, alla Carità di Locarno, ieri 94 posti su 140 erano occupati; all’Italiano di Lugano c'erano 11 pazienti sui letti 25 disponibili, stessi numero a Faido, con una disponibilità di 30. 

Sta peggio Moncucco: 110 posti occupati su 120 messia disposizione, ovvero il 90%. 

Se si prosegue a questo ritmo, ovvero una ventina di ricoveri al giorno e 7 dimissioni, si arriverà presto al punto di saturazione. Si è dunque pronti a passare agli ampliamenti dei reparti dedicati ai reparti Covid. 

Anche il dottor Garzoni ha lanciato un appello social: "Reparti Covid sempre più pieni anche in Ticino. Basta negare l’evidenza e sperare che se ne vada da solo, non succederà prima della primavera o estate... Tutti devono limitare i contatti, oltre che mascherine, distanze e igiene mani strettissimi. E il Governo agisca in fretta. La curva dei contagi deve scendere, altrimenti i reparti e gli ospedali saranno debordati!", scrive. E ancora: "Aumento importante degli ammalati e dei ricoveri, anche in Ticino. In questo seconda ondata anche i posti letto acuti non in cure intense sono un problema e potranno essere insufficienti se non si abbassa la curva dei contagi. Non ci sono solo le cure intense". 

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