CRONACA
Garzoni: "Non possiamo rilassarci, sarà un Natale diverso. Il problema in Ticino non sono gli sci..."
"Non partiremmo da zero come a ottobre, ma già gli ospedali sono con l'acqua alla gola", spiega il direttore della Clinica Moncucco. "Vediamoci coi cari ma stando all'aperto o tenendo la mascherina"

BELLINZONA - Christian Garzoni è preoccupato per il periodo natalizio. Il direttore della Clinica Moncucco rende attenti tutti: "Col Natale spesso ci rilassiamo, viene voglia di prendercela comoda, ma non possiamo".

Il problema, sottolinea alla RSI, è che se aumentano i casi dopo le feste (come successo dopo il Thanksgiving Day in America), si sommano a quelli numerosi che ci sono già oggi. "Non partiremmo da zero come a ottobre, ma già gli ospedali sono con l'acqua alla gola, non possiamo pensare di aumentare ancora le forze. Sarà un Natale diverso, mettiamocelo in mente. Potrà essere bello ma diverso".

Per Garzoni, il problema non sarà legato alle stazioni sciistiche. "Si è parlato molto dei comprensori sciistici, io credo per il Ticino il problema dello sci è secondario, quello reale, e lo dicono dei dati chiari, sono i contatti, dato che abbiamo bisogno di stare con altri. Penso a aperitivi, incontri, cene, sia a casa che nei ristoranti. Fosse solo il pranzo di Natale, è lo stare assieme prima, dopo e durante le feste che mi preoccupa. Le misure imposte oggi non cambiano molto per il Ticino, non saranno le sciate a Airolo o Splügen a cambiare il corso", spiega.

"Cerchiamo di vederci sempre con le stesse persone, viviamo un periodo di chiusura nella propria famiglia. Non va bene vedere ogni giorno un gruppo di amici diverso. Voglio dire che le persone considerate anziane e quindi a rischio sono gli over 50, non mettiamoli in pericolo", esorta. 

E elenca una serie di consigli per Natale: "Ci sono alcune regole non dette da Berna ma che vanno fatte proprie. Non dobbiamo avere paura a declinare un invito dicendo che oggi è pericoloso: posso dire che preferisco non vedere qualcuno all'interno, scegliamo di stare di fuori. Non dobbiamo avere vergogna di usare mascherine e disinfettante. Nessuno vieta di usare una mascherina al bar o al ristorante, qualcuno riderà, ma fa niente. Nella situazione epidemiologica di adesso tenere nipoti, figli e nonni allo stesso tavolo è pericoloso. I nonni non vanno visti a tavola, troviamo altri momenti, stare seduti a mangiare vuol dire star vicini molto tempo, non è indicato".

Infine, per lui è importantissimo farsi testare, anche al minimo sintomo, in particolar modo nel periodo vicino alle feste: basta un minimo sintomo per avere il Covid e dunque il rischio di contagiare l'intera tavolata. 

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