CRONACA
Non avete imparato niente! Cari giovani, capisco il vostro disagio: ma così rendete inutili i sacrifici di tutti noi
Ieri a Lugano gruppi di giovani erano assembrati, senza distanze, senza mascherina, senza rispettare le norme. E non è giusto verso chi si sta impegnando, sacrificandosi, per proteggersi e proteggere da questo virus che comanda le nostre vite
POLITICA

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27 MARZO 2021
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LUGANO - A volte verrebbe da dire che non si impara nulla. Che non si devono condannare i giovani perché hanno voglia di evasione, di incontrarsi, di stare insieme. Tutti stiamo patendo, chi più chi meno, la situazione pandemica e le restrizioni che essa comporta.

I fatti della Foce di settimana scorsa non possono e non devono essere giustificati con il desiderio di fare vita normale, quella a cui eravamo talmente abituati sino a un anno e qualche mese fa da non renderci conto di quante possibilità regalasse. Lì si è andati oltre.

In molti hanno percepito il disagio dei più giovani, privati della compagnia dei coetanei (ma in fondo, non è così a tutte le età? Bene che si ponga l'accento su come stanno adolescenti e ventenni ma senza scordare le altre fasce d'età), il PLR ha proposto di creare zone che dove essi possano incontrarsi anche in più di 15. Rispettando però alcune regole.

Ci si sta muovendo per aiutarli. Eppure a volte vien da dire che veramente non si impara niente. A poco servono gli appelli delle autorità e di molte persone a cercare di rispettare le misure di sicurezza, tenere le distanze, usare le mascherine.

Questa foto è di Lugano, ieri sera. Dove sono le distanze? Dove sono le mascherine? Dov'è il rispetto per chi invece quelle norme le rispetta, per sé stesso e per gli altri, per chi quando vede i contagi salire si chiede come sia possibile nonostante tutte le precauzioni che sta prendendo? 

Parafrasando Borradori settimana scorsa, viene davvero da dire che ci si augura che oggi questi giovani che ieri si assembravano senza alcuna attenzione non debbano incontrare nessuno. Né i parenti anziani né nessuno che sta rispettando con scrupolo quanto richiesto da ormai un anno per uscire da una situazione che tocca tutti.

Non ha senso che molti facciano i sacrifici e poi gruppi di ragazzi li vanifichino così. Quanti contagi avrà causato una situazione simile? Non voglio saperlo. Quanti portatori asintomatici del virus contageranno altre persone che invece sono sempre state attente e hanno limitato la loro vita per il bene loro e degli altri?

Cari giovani, io vi capisco. Sui problemi psicologici e sui disagi ho sempre fatto una mia campagna personale e continuerò a farla. Ma così no. Così vanificate quanto stiamo facendo tutti. Per una serata, di cui avete certamente bisogno, non lo nego, rischiate di spingere ancora in là la deadline in cui tutti potremo tornare a incontrarci e abbracciarci.

Questo non è disagio, è egoismo. È spregio delle leggi. È sentirsi invincibili. Vi auguro di esserlo, per carità. Però non è corretto, per tutti noi.

Paola Bernasconi

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