CRONACA
Selvaggia Lucarelli vs Gino Cecchettin: la deriva mediatica di una tragedia
La giornalista fa il contropelo al padre della ragazza uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta, che ieri sera è stato ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa

“Assisto con sconcerto a una parabola che non avevo previsto, e cioè alla malsana idea del padre di Giulia Cecchettin, Gino, di tradire una sorta di promessa iniziale, e cioè di non trasformarsi nel volto di una storia ma di offrire un megafono alla voce di tutte le storie”. Selvaggia Lucarelli sul Fatto Quotidiano fa il contropelo al padre della ragazza uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta, che ieri sera è stato ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa. “Il volto simbolico di Giulia – scrive la giornalista - è diventato sempre meno simbolico, la vicenda è diventata sempre più cronaca e sempre meno fenomeno”.

La Lucarelli elenca le tappe della deriva mediatica della vicenda: Gino Cecchettin ha aperto la porta della camera della figlia ai fotografi, poi sono arrivati gli audio di Giulia a Chi l’ha visto?, poi gli screen dei messaggi di Turetta alla sorella, poi la nonna di Giulia promuove un suo libro che “Giulia stava leggendo”, poi Gino Cecchettin che “Mi prendo una pausa dal lavoro, sto pensando a un impegno civico” con tanto di annuncio pubblico ai colleghi su Linkedin. Infine, la notizia della sua presenza da Fazio…

“E così, la sensazione è che un uomo armato delle migliori intenzioni sia finito nell’elica del frullatore mediatico e, ancor peggio, politico. E che la politica e la tv, ancora una volta, cerchino di appropriarsi di facce e storie, anziché del valore pedagogico che quelle facce e quelle storie dovevano rappresentare (…). Il frullatore mediatico – dispiace dirlo – sta lentamente frullando anche lui, la sua famiglia”.

Ovviamente, siccome lo storytelling classico prevede che non appena decidi di infilarti in questo genere di frullatore qualcuno vada a caccia dei tuoi scheletri nell’armadio, conclude la Lucarelli, “sono spuntati dei recenti tweet di Cecchettin a sfondo sessuale non proprio edificanti e c’è da scommettere che l’operazione di character assassination sia solo agli inizi”.

 

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