ECONOMIA
Gli impresari costruttori contro Unia: "Mette a rischio il partenariato sociale"
Si è svolta a Biasca l'Assemblea generale ordinaria della SSIC, tra i temi la mancata firma del sindacato del possibile Contratto collettivo di lavoro e la mancanza di manodopera

BIASCA - Si è svolta oggi a Biasca la 106esima Assemblea generale ordinaria della SSIC Sezione Ticino, tra i temi trattati dal Presidente Mauro Galli, dal Vicepresidente Ferdinando Santaniello e dal Membro di Ufficio presidenziale Massimo Cereghetti, sono spiccati chiaramente la messa in discussione, da parte di Unia, del partenariato sociale, una politica degli investimenti, troppo prudente e l’attività della SSIC TI nell’ambito del risanamento e dell’ampliamento del proprio patrimonio immobiliare.

La SSIC TI è per il partenariato sociale che però non può ridursi a una lista interminabile di possibili rivendicazioni sindacali, in particolare se si tiene in considerazione che negli ultimi 4 anni gli stipendi nel mondo della costruzione sono aumentati di almeno 310 franchi al mese (oltre 4'000 franchi all’anno). Nonostante ciò, la SSIC TI ha responsabilmente avviato delle trattative per mantenere un Contratto collettivo di lavoro cantonale, uno degli strumenti più importanti per la lotta alla malaedilizia e agli abusi. Con lo scopo esclusivamente strumentale, tuttavia, Unia non ha ancora voluto firmare un accordo, dove la parte padronale ha fatto numerose concessioni, assumendosi la responsabilità di mettere a rischio tutto l’impianto del partenariato sociale cantonale nell’ambito della costruzione.

Il 2023, almeno per i primi mesi, ha mostrato un drastico calo degli appalti pubblicati sul foglio ufficiale: da circa 13 al mese del periodo pre-pandemia si è passati nel 2022 a circa 10 e nei primi mesi del 2023 a 6. Un fenomeno che ha visto subito in prima linea la SSIC TI, infatti, non si vorrebbe che si trattasse di un pericoloso segnale legato a falsi risparmi effettuati sul fronte degli investimenti, in un momento dove le finanze pubbliche sono sotto pressione. Questo a maggior ragione in un periodo in cui il rialzo dei tassi di interesse rallenta il settore dell’edilizia abitativa.

SSIC Sezione Ticino ha effettuato, sui suoi immobili, 2,2 mio di investimenti oltre ch e pianificato interventi dal profilo energetico di quasi 5 mio presso il suo Centro di formazione a Gordola che presto entrerà in un’importante fase di ampliamento per un volume di quasi 28 mio di franchi.

Tema centrale, soprattutto se si pensa alle sfide energetico-ambientali che richiedono importanti interventi di risanamento sul parco immobiliare, oltre alla velocizzazione delle procedure burocratiche, è quello del disporre di sufficiente personale qualificato. Purtroppo, nonostante ottime condizioni salariali e un settore che ha visto una forte digitalizzazione e meccanizzazione, alcuni stereotipi sono duri a morire. La convinzione che i profili professionali nell’ambito dell’edilizia siano delle scelte di serie B, nonostante un muratore possa, con impegno e capacità, ricoprire diversi ruoli fino ad arrivare ad essere ingegnere, è ancora radicata e richiede un lavoro su più livelli per essere superata. Aspetti, questi, toccati da Paolo Ortelli in veste di Direttore del Centro di formazione professionale di Gordola.

L’analisi della situazione congiunturale nel settore ticinese della costruzione è invece stata affidata al Direttore della SSIC Sezione Ticino Nicola Bagnovini che ha proposto una valutazione dei principali indicatori statistici di riferimento.

 

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