“Ho iniziato a 15 anni coi concorsi di bellezza. Il mio obiettivo era di lavorare a livello italiano, a quei tempi sognavo il successo in Italia. Sebbene ero giovanissima, ero molto determinata e ben presto mi sono trovata nel giro giusto. Infatti in pochi anni avevo capito che i casting non servono a nulla. Il giro giusto era quello dei reality show, del successo in fretta. Anche in quei casi, non esistono casting, quello che fanno è business, pubblicità, soldi. Avevo la via diretta, tramite determinati fotografi, dato che lavoravo come fotomodella, sono arrivata davanti al contratto di uno di essi. Era il momento decisivo, dovevo firmare o no, poi non mi convinse l’ambiente e dissi no. Ho fatto tante cose, quell’episodio è stato forse quello in cui sono arrivata più vicina. Sono stata anche a Roma, sempre i fotografi di cui parlavo mi avevano dato una lista di nomi ai quali rivolgermi. Erano nomi importanti: adesso mi dicono perché non denuncio, ma come potevo, con gente come quella? Sono loro che ti mettono davanti a situazioni schifose. È successo a Roma, a Padova, dove uno mi ha chiesto se doveva portarmi a cena o se desideravo fare subito quello che c’era da fare. Lui, almeno, è stato diretto. Sennò, nessuno ti dice che se vieni a letto con me firmi, in modo trasparente, fanno dei giochi di manipolazione. Non hai così una vera prova”.