MIXER
L'esperta, "anche solo parlare delle violenze è liberatorio. Bisogna insegnare ai ragazzi il rispetto, e che un no ricevuto non ti fa valere di meno"
L'hastag che ha raccolto storie di donne ha spopolato: ne parliamo con la consulente in sessuologia Kathya Bonatti. "Il confine è toccare il corpo fisico o mostrare i genitali senza consenso. Cosa scatta nella mente di questi uomini? Non si può generalizzare. Anche le donne picchiano i partner"
MIXER

Un Weinstein in Ticino? "Un ex modello riciclato alla fotografia non si accontenta della foto, anche con minorenni. Ma nessuno ha il coraggio di denunciare, anche con le prove"

15 OTTOBRE 2017
MIXER

Un Weinstein in Ticino? "Un ex modello riciclato alla fotografia non si accontenta della foto, anche con minorenni. Ma nessuno ha il coraggio di denunciare, anche con le prove"

15 OTTOBRE 2017
MIXER

"Mi mise spalle al muro e mi disse che per avere la parte dovevo fare più di un'altra. Il mondo dello spettacolo è una m---a, sono stata stupida poi ho detto basta"

16 OTTOBRE 2017
MIXER

"Mi mise spalle al muro e mi disse che per avere la parte dovevo fare più di un'altra. Il mondo dello spettacolo è una m---a, sono stata stupida poi ho detto basta"

16 OTTOBRE 2017
MIXER

#quellavoltache, dall'amico di famiglia che si infila nel letto a chi denuncia ma poi si sente dire "com'eri vestita". Il dolore delle donne sul web

17 OTTOBRE 2017
MIXER

#quellavoltache, dall'amico di famiglia che si infila nel letto a chi denuncia ma poi si sente dire "com'eri vestita". Il dolore delle donne sul web

17 OTTOBRE 2017
BELLINZONA – “Cosa sia successo realmente ad Asia Argento, non lo so. Non c’ero, e non ero presente soprattutto in quella stanza. Bisogna valutare se c’è stata coazione o no”, ci spiega Kathya Bonatti, consulente in sessuologia e Life Coach, parlando del caso del momento. Noi vogliamo spostare però l’obiettivo sulle conseguenze della denuncia dell’attrice, ovvero l’hastag che ha permesso a molte donne di parlare delle violenze subite.

 

Cosa pensa dell’hastag lanciato in Internet per raccontare le proprie storie?

“Penso sia utile perché le persone che hanno subito una violenza o una tentata violenza, dove ci sia davvero una coazione, fanno bene a esprimere le sofferenze vissute. A volte non denunciano per paura delle conseguenze sociali, per la vergogna, per non subire la vittimizzazione secondaria, cioè passare da vittime a colpevoli. Fanno bene ad avere questa piattaforma dove poter sfogare il proprio malessere, anche il solo poterlo dire e dichiarare è liberatorio”.

Non si sta esagerando, magari definendo violenza anche quello che non è? Dov’è il confine tra una molestia e un comportamento semplicemente inadatto e volgare?

“Il confine c’è quando viene toccato il corpo fisico dell’altro o il presunto violentatore o molestatore mostra i propri organi genitali. Se non viene toccato il corpo, in nessun modo, né con la lingua, né con le dita, né con il pene o né qualsiasi oggetto e non vengono mostrati gli organi genitali non c’è violenza. La percezione dell’invasione è una cosa, della propria sfera, della propria libertà di vestirsi come uno vuole, ma il reato in caso di battute è certamente un altro”.

Ma davvero nel mondo i casi sono così tanti? Leggendo le storie, si avvertivano un senso di tristeza e di squallore infiniti.

“Innanzitutto bisogna comprendere che la sessualità è una delle energie che muove il mondo. Può essere utilizzata bene, con consenso, in piena libertà dagli esseri umani, ma se non viene consapevolizzata, non viene incanalata, non c’è rispetto e non c’è responsabilità può creare grande dolore. Sono comunque pulsioni che esistono”.

Come deve fare una famiglia a educare un figlio maschio affinché non arrivi a certi estremi?

“La prima forma di rispetto sono appunto i genitori a doverla insegnare. Bisogna spiegare che per toccare l’altro o per mostrare organi genitali ci vuole il consenso dell’altra persona.  Va anche specificato che bisogna accettare la frustrazione, ogni essere umano può dire no, è libero di dirtelo, e non per questo ci si deve sentire inferiori o credere di valere di meno”.

È sempre stato così o il fenomeno è aumentato negli ultimi tempi?

“È sempre stato così, anche camminando per strada ci sono persone che hanno meno sovrastrutture e esprimono quello che in quel momento provano. La differenza è che ora il tutto viene amplificato dai media, dai social, dalle app. Può capitare che in una chat di incontri arrivi a inviare senza consenso la foto del proprio pene, non va bene. C’è sicuramente una parte di esibizionismo, è fiero del proprio organo genitale: non c’è nulla di male, la scorrettezza sta nell’inviarlo all’altra persona senza autorizzazione o senza avvertirla”.

Perché questi uomini si sentono autorizzati a fare violenza? Che meccanismo scatta in loro?

“Bisognerebbe chiederlo a chi compie la violenza sessuale. Considerano l’altro un oggetto e non hanno rispetto. È un oggetto finalizzato al soddisfacimento del proprio piacere, che sia consenziente o meno. Se chi compie il reato è sadico gode nel fare del male e nel vedere la sofferenza dell’altro, ma va valutato caso per caso. Esiste infatti il profilo del violentatore che viene fatto di ciascuna persona. Ci sono patologie legate a questi sex offenders, come vengono chiamati. Qualcuno addirittura si illude che l’altra persona sia innamorata e consenziente, anche se la violentano. Non si può generalizzare”.

Esistono anche violenze di donne su uomini? Non se ne parla mai.

“Gli uomini agli uomini molte, le stesse che infliggono alle donne. Donne agli uomini dal punto di vista sessuale no, ma quelle che picchiano i partner sono in aumento. Pochi ne parlano perché gli uomini si vergognano a denunciare. Chi va a dire che è stato picchiato dalla propria donna, vedono una sorta di sudditanza e di debolezza in questo. E ci sono uomini che picchiano uomini e donne che picchiano donne. Fare un hastag per loro? Se ne sentono la necessità perché no”.

Adesso anche Federica Pellegrini ha esortato le atlete a denunciare se hanno subito violenze. Sport e spettacolo sono mondi più a rischo?

“Ci provano in tutte le professioni, è trasversale. Nell’ambiente dello spettacolo, del cinema, della moda si ha un ricatto a fini lavorativi. Ci possono provare il medico con l’infermiera, l’avvocato con la segretaria, il direttore del supermercato con la commessa: nello spettacolo ciò che è condannabile è il ricatto al fine di far ottenere per esempio una parte. Oltretutto ci sono sempre nuovi provini, nuovi spettacoli, nuovi film, e ci sono molte più persone che gravitano attorno al mondo rispetto a uno studio o a un ospedale, sempre nuove prede per queste persone”.

Avevo letto di una donna che ha accompagnato la figlia 13enne a un casting e ha acconsentito di farla posare in intimo. Qual è il ruolo dei genitori in questi casi e cosa consiglia a chi ha figli che vogliono avvicinarsi allo spettacolo?

“In questo caso utilizzi tua figlia per altri scopi, sei consenziente, mentre una minorenne non sempre sa valutare ciò che è meglio per sé. Per legge comunque i giovanissimi devono essere accompagnati: i genitori possono sorvegliare e spiegare che avere un rapporto sessuale con una persona che non piace è un graffio per l’anima, che vanno valutati i comportamenti sapendo i rischi che si corrono. Anche una carriera meravigliosa non vale il dolore di aver avuto un incontro sessuale con qualcuno con cui non si voleva. Bisogna avere chiaro qual è il confine, quali sono i pericoli e che si può dire di no. A volte anche i genitori non si rendono conto di a che cosa espongono i figli, non andrebbero portati troppo giovani in una realtà piena di persone che utilizzano gli altri per il proprio piacere. E non penso solo al sesso, pensiamo a una madre che aveva fatto fare molti interventi chirurgici per far essere la figlia perfetta per i concorsi. Assurdo”.

Paola Bernasconi

Correlati

MIXER

"Perché me l'ero cercata, anche se ero una bambina. La vittima di violenza si sente in colpa, sempre. Subirla porta a ricreare lo stesso rapporto, lo dice la scienza"

17 OTTOBRE 2017
MIXER

"Perché me l'ero cercata, anche se ero una bambina. La vittima di violenza si sente in colpa, sempre. Subirla porta a ricreare lo stesso rapporto, lo dice la scienza"

17 OTTOBRE 2017
MIXER

"Ero una bambina, ma bambina proprio. Sono stata anoressica, mi sono spogliata, provocata, odiata, sentita colpevole, perduta, sporca. E poi autolesionismo, depressione..."

18 OTTOBRE 2017
MIXER

"Ero una bambina, ma bambina proprio. Sono stata anoressica, mi sono spogliata, provocata, odiata, sentita colpevole, perduta, sporca. E poi autolesionismo, depressione..."

18 OTTOBRE 2017
Potrebbe interessarti anche

POLITICA

Dalla Tami alla Leotta, è sempre cyberbullismo? «La differenza la fanno consenso e consapevolezza»

MIXER

Asia Argento, da vittima a carnefice. "Perde credibilità"

MIXER

Amore, sesso e tradimento. Bonatti risponde a Mereu, "affermazioni esagerate. Ma il 70% degli uomini tradisce con altri uomini e il per sempre non esiste più. Il segreto di una coppia è..."

CRONACA

"Un esempio negativo per le donne che vogliono uscire dalla violenza. Ma con un lavoro su sé stessi..."

CRONACA

Se il femminicidio sbarca in Ticino. Dall'ancestrale cultura maschilista del sesso forte alla rimozione della responsabilità, chi uccide è solo la punta dell'iceberg

ARCHIVIO

Un "posto occupato" per essere solidali con le donne che subiscono violenza

In Vetrina

IN VETRINA

Intrappolati nella rete: la dipendenza da internet e le sue insidie

04 APRILE 2025
IN VETRINA

Cieslakiewicz, l'anno d'oro di BancaStato e il commosso 'Grazie!' a Bernardino Bulla

14 MARZO 2025
IN VETRINA

Innovative, di design e ecosostenibili: ecco le superfici su misura firmate Gehri Rivestimenti

13 MARZO 2025
IN VETRINA

Tennis, attenzione agli infortuni: traumi acuti e da sovraccarico sotto la lente

12 MARZO 2025
IN VETRINA

Alla TIGEL una giornata all'insegna del Gusto. E il "Master Chef" del gelato

05 MARZO 2025
IN VETRINA

Linfedema e lipedema: patologie ancora sottovalutate. “La diagnosi tardiva è la vera barriera da superare”

25 FEBBRAIO 2025