POLITICA
Il magnate russo, i rapporti interni e la "militarizzazione". La politica si preoccupa del calcio
La situazione in seno al Team Ticino e l'approdo di Novoselskiy ha fatto muovere dieci deputati di sei partiti

BELLINZONA – Un magnate russo che entra nel Lugano passando dal settore giovanile, e probabilmente fra poco sarà un socio di Renzetti nella gestione della prima squadra. Un litigio fra club, con Lugano e Chiasso da una parte, Bellinzona dall’altra, proprio a causa della presenza di Novoselskiy. Ed ora per il Team Ticino si muove anche la politica.

Dieci deputati di sei partiti diversi, Raffaele De Rosa (PPD, primo firmatario), Henrik Bang, (PS) Luigi Canepa (PPD), Chino Denti (Verdi del Ticino), Milena Garobbio (PS), Simone Ghisla (PPD), Francesco Maggi (Verdi del Ticino), Germano Mattei (MotangnaViva), Mauro Minotti (Lega dei Ticinesi) e Omar Terraneo (PLR) sono preoccupati.

“Sembra prendere spazio e consensi a Lugano una nuova realtà formativa. Pur apprezzando l’impegno di questi privati e pur riconoscendo la necessità di reperire nuovi mezzi finanziari per far crescere lo sport e migliorare la formazione, l’impressione negativa principale, oltre ad altre, è stata quella di una eccessiva forzatura dei giovani per arrivare a nemmeno sottaciuti alti traguardi internazionali, partendo da bimbi di un’età in cui si va ancora con la bici a “rotelle”, scrivono. Infatti vedono “una specie di militarizzazione, con poco riguardo, mi sembra di capire, alla crescita serena dei giovani, al piacere del gioco, ma anche degli aspetti sociali e alla regolarità della formazione scolastica. Un progetto portato avanti da un magnate russo, con notevoli disponibilità finanziarie, certamente animato dalle migliori intenzioni e in buona fede, ma che suscita anche numerosi dubbi e perplessità. Per vedere i disastri causati da un certo “modello” di sport e di gestione del patrimonio sportivo ed umano, basta semplicemente guardarsi attorno, non solo in Ticino, ma anche nel resto della Svizzera….”.

Sottolineano come ci siano molti ex atleti che con volontariato educano i giovani, tenendo conto anche dei valori. “Nel caso specifico del Ticino, i giovani più bravi, vengono poi affidati al “Team Ticino”, che da oltre 10 anni svolge un ruolo assai importante. In Ticino sono ben 10'000 i giovani che seguono questo sport, lo sport più popolare del Cantone! Anche da questa cifra nascono i dubbi e le preoccupazioni”. Ma le tensioni in seno alla compagine giovanile e l’arrivo del magnate russo mettono tutto in dubbio, e i dieci chiedono:

"- È al corrente il DECS di quanto sta accadendo a Lugano? Come intende approfondire la questione, qualora sia ritenuta degna di interesse?

- Ritiene il metodo e la pressione sui giovani, in particolare sui bambini, esercitate attraverso questo nuovo “modello” una buona alternativa all’insegnamento sin qui garantito dal “Team Ticino” e della Federazione svizzera di calcio tra l’altro con un buon successo?

- Come si concilia con i nostri valori e la nostra cultura?

- Il DECS ha intenzione di approfondire il tema con le parti interessate?

- La prossima Assemblea del “Team Ticino” di ottobre potrebbe riservare sorprese in quanto il magnate russo, rispettivamente un suo connazionale, hanno di fatto il controllo della formazione giovanile di Lugano e Chiasso (quest’ultimo pare acquistato in toto, compresa la prima squadra). Ciò significa che il solo Bellinzona potrebbe sostenere il “Team Ticino” ma, per la legge dei numeri, potrebbe dover soccombere alla potenziale maggioranza. Il risultato sarebbe che quanto praticato attualmente a Lugano verrebbe applicato in tutto il Ticino? I 15 collaboratori (tempo parziale e pieno) verrebbero licenziati? Se si, a favore di chi?

- Considerati i buoni rapporti passati e attuali tra il Cantone e il “Team Ticino”, con quest’ultimo a confermare la qualità di questa collaborazione (a tutto vantaggio dei giovani sportivi e delle loro famiglie) con il risultato di un ottimale connubio tra sport, scuola e crescita (personale, sociale e formativo-professionale), potrà essere garantito in futuro quanto costruito fino ad oggi, considerata la filosofia sportiva molto diversa che si vuole introdurre sulla scia dell’influsso di capitali stranieri?

- Ritenuta l’importanza di continuamente migliorarsi, in che misura è possibile perfezionare l’attuale modello avviato da oltre 10 anni in Ticino, facendo tesoro della disponibilità di (e coinvolgendo) questi privati?

- Tra le aree di miglioramento cosa è possibile fare di più, in Ticino, in particolare nella fascia 7-14 anni, in collaborazione con le differenti società sportive?”

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