POLITICA
"Questa volta Chiasso dice no. Quando chiediamo aiuto per i nostri in assistenza, non ci sono le risorse..."
Sonia Colombo Regazzoni si oppone con forza alla possibilità di ampliare il centro richiedenti l'asilo in attesa che apra quello a Pasture, "che già non entusiasma parte del Mendrisiotto. Stavolta si guardi altrove!"

CHIASSO – Questa volta, Chiasso vuole dire no all’aumento dei posti letto per il centro asilanti. Questa volta, perché c’è sempre stato a dare una mano. Però ora non vuole, di fronte ai continui no per gli aiuti a chi è in assistenza, non lo ritiene giusto. In sintesi, sono le parole della Municipale Sonia Colombo Regazzoni a Opinione Liberale.

“Chiasso c’è sempre stata e vuole continuare a farlo senza rinunciare però a dire la sua, vogliamo poter dire “no” quando ritieniamo che sia troppo come nel caso “della domanda di approvazione dei piani per l’autorizzazione di un aumento temporaneo della capacità dell’alloggio per richiedenti l’asilo di via Motta a Chiasso” che dagli attuali 134 posti letto passerebbe a 200”, rammenta. Servirebbero a coprire il tempo che passerebbe prima dell’apertura del centro Pasture, “che di per sé non entusiasma la popolazione del Mendrisiotto”.

E dunque, Chiasso vuol dire no. Chiasso sarà sempre chiamata a confrontarsi con questo fenomeno ma almeno stavolta per “l’aumento provvisorio e solo in caso di necessità in attesa del centro temporaneo” si sfruttino impianti già esistenti. Come le Protezioni civili. Oppure oltre Gottardo dove sono state chiuse alcune strutture in quanto non avevano più nessuno da ospitare!”, tuona, ricordando che le statistiche parlano di richiedenti l’asilo in diminuzione e che dunque i posti non sono neppure necessari.

Poi la liberale chiarisce anche il motivo principale. “Quando chiediamo di affrontare seriamente il problema dell’assistenza, ci viene risposto che lo stesso verrà esaminato nei vari enti preposti (Ticino 2020 – quindi in là nel tempo – mentre Chiasso continua a sborsare 1,6 milioni annui) o chiediamo un aiuto concreto per sostenere le tante persone che si trovano in assistenza (ben l’8% contro una media cantonale del 3%) la risposta è che “non ci sono le risorse”. Con dispiacere ne prendo atto. Allora che non si chieda sempre e comunque a chi si confronta già con dolorosi e spiacevoli tagli alla spesa sociale a favore dei chiassesi di fare un ulteriore sforzo “provvisorio”. Stavolta per piacere, si guardi altrove”.

La SEM ascolterà? Sarà sicuramente uno scontro difficile.

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