POLITICA
Cosa succede a Mendrisio? Stephani: "Il re (Comi) era nudo da tempo". E Robbiani chiede la sospensione
Il consigliere comunale dei Verdi ha inviato un'istanza al Consiglio di Stato e un'interpellanza al Municipio per segnalare la violazione di alcuni articoli di legge da parte del Municipale. Il quale si difende: "Semmai errori in buona fede"

MENDRISIO – Cosa sta succedendo in Municipio a Mendrisio? Andrea Stephani ha segnalato in un’istanza al Consiglio di Stato e in un’interpellanza al Municipio di Mendrisio il comportamento di Giorgio Comim che si dice sorpreso. E Massimiliano Robbiani, che col socialista non ha rapporti idilliaci, ha attaccato.

Perché Stephani ha segnalato Comi? Avrebbe violato due articoli della Legge organica comunale (Collisione di interesse e Divieto di prestazione) e uno del Regolamento comunale della Città di Mendrisio, agendo con poca trasparenza e chiarezza. “La situazione instauratasi ha creato un circolo vizioso in cui la carica politica di membro del Municipio di Mendrisio del signor Giorgio Comi serve al capoprogetto dell’associazione di turno per accreditarsi quale partner professionale presso altri enti pubblici che si trovano in rapporti subordinati rispetto al Comune polo di Mendrisio e, al contempo, alimentare una situazione opaca sui ruoli dei vari attori coinvolti in questi progetti al solo scopo di beneficiare di prestazioni (contributi comunali volontari, posti di stage, accesso ad informazioni riservate, eccetera) per le proprie fondazioni e associazioni che, lo ricordiamo, sopravvivono unicamente grazie a mandati pubblici”, si legge. Per esempio, punta il dito sull’associazione FARIntercultura, i cui rapporti con Comi non sono chiari.

Al Municipio Stephani chiede come mai i compiti dello stesso Comi non sono chiari, puntando appunto in particolare su FARIntercultura. 

“Ci ho riflettutto, ho approfondito la questione, ho lasciato sbollire la reazione "astiosa" (quella sì) dell'ultimo Consiglio comunale e poi ho deciso di denunciare una situazione che reputo non solo scorretta e inopportuna, ma addirittura illegale. Alcuni dei fatti - perché di questo si tratta - a cui si fa rifermento nell'Istanza e nell'Interpellanza erano noti, almeno a livello di Municipio e Consiglio comunale, ma colui che avrebbe dovuto fornire spiegazioni sul proprio operato si è sempre ben guardato dal farlo. Il re era nudo già prima che scrivessi al Consiglio di Stato, solo che nessuno osava farglielo notare”, ha scritto il Verde su Facebook.

Ma Comi nicchia, interpellato dal Corriere del Ticino. “Non escludo in questi anni di aver magari fatto qualche piccolo errore in buona fede, mi riferisco in particolare alla gestione di attività di volontariato, ma l’accusa di aver ricevuto sovvenzioni e mandati grazie alla mia carica di municipale sono davvero fuori luogo. Quando in Municipio bisogna affrontare argomenti che hanno a che vedere con associazioni o enti di cui faccio parte mi astengo dalla discussione. Le loro valutazioni le faranno anche la Sezione enti locali, il Governo e il Municipio. Se appureranno che ho fatto degli errori, vediamo quanto gravi, ne pagherò le conseguenze e mi scuserò”.

Massimiliano Robbiani ha scritto per contro una lettera, chiedendo la sospensione di Comi da tutte le sue attività di Municipale in attesa di una decisione da parte della Sezione degli Enti Locali.

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