POLITICA
"La riforma non deve essere legata, né politicamente né tecnicamente, a ulteriori sgravi". Anche per il PS "non è sufficiente"
"La portata finanziaria della riforma presentata oggi, di 17,4 milioni complessivi, ristabilisce infatti solo in parte gli oltre 50 milioni tagliati negli anni passati alla politica familiare", è il commento socialista

BELLINZONA – “Un passo non ancora sufficiente. Per combattere la povertà e le difficoltà dei Ticinesi ci vuole di più”. Da sinistra continuano le critiche alle misure presentate oggi dal Governo, su spinta di De Rosa: dopo il Forum Alternativo, ecco il PS.

Il quale “ritiene che la Riforma sociale, presentata oggi dal Dipartimento della socialità e della sanità, sia un passo nella giusta direzione, ma non ancora sufficiente per ristabilire il danno subito dalle famiglie in difficoltà con i tagli alla politica familiare e sociale, decisi dalla maggioranza in particolare con l’ultima manovra di rientro finanziario. I correttivi minimi presentati oggi non sono che una parziale correzione dei gravi errori commessi dalla stessa negli scorsi anni”.

“La riforma sociale deve essere attuata senza essere legata, né politicamente né secondo aspetti tecnici, a ulteriori sgravi fiscali che svuoteranno le casse dello Stato e che porteranno inevitabilmente a nuovi tagli delle prestazioni sociali, come avvenuto nel passato. La portata finanziaria della riforma presentata oggi, di 17,4 milioni complessivi, ristabilisce infatti solo in parte gli oltre 50 milioni tagliati negli anni passati alla politica familiare, in special modo agli assegni AFI / API e al credito per la riduzione dei premi cassa malati. Tagli molto più dolorosi del previsto, sulle spalle del ceto medio-basso e dalle fasce più deboli della popolazione, provati dal fatto che oggi il Governo e il DSS propongano solo una parziale marcia indietro”, prosegue il partito, un po’ sulla scia di quanto detto dal Forum Alternativo.

“Va ristabilita la situazione precedente alla manovra finanziaria di rientro del 2016 sia per quanto riguarda le soglie d’intervento della Legge di armonizzazione delle prestazioni sociali (Laps), sia per quanto riguarda quelle relative alla Legge sugli assegni familiari (LAF). Oltre a ciò è più che mai necessario che lo Stato intervenga al fine di limitare i premi di cassa malati al 10% del reddito disponibile delle economie domestiche, come richiesto a livello cantonale con la nostra iniziativa parlamentare “Limitiamo i premi per il ceto medio e rendiamo accessibile l’aiuto agli aventi diritto!” inoltrata lo scorso giugno e secondo i termini dell’iniziativa del PS a livello federale “Per premi meno onerosi” la cui raccolta firme è in dirittura d’arrivo”, è la richiesta socialista, da cui emerge forte la preoccupazione per il nuovo aumento dei premi di cassa malati che interesseranno i ticinesi il prossimo anno: “Il Consiglio di Stato deve perciò agire con più urgenza e con un’azione più decisa rispetto al timido e insufficiente passo presentato oggi”.

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