POLITICA
La giornata in chiaro scuro del PS. «Il popolo non si è lasciato abbindolare sulla Riforma III, ma i tagli si faranno sentire»
I socialisti esultano per il no alla Riforma III delle imprese e per le naturalizzazioni facilitate, ma non sono soddisfatti del FOSTRA e si preoccupano per il taglio sui giudici. «E ora che non si tagli più, per davvero»
BELLINZONA - Il Partito socialista, assieme ai sindacati, ha lanciato tre referendum e ha condotto la campagna elettorale. Il risultato sperato si è avuto solo su uno dei tre oggetti, la modifica della legge sul finanziamento delle prestazioni di assistenza e cura a domicilio.Il presidente
Igor Righini
, commentando su Facebook, parla di un Catone spaccato in due e ringrazia i sostenitori. «Malgrado una resistenza massiccia da parte dei partiti di maggioranza, siamo andati ben oltre il nostro bacino naturale di voto. Chi ci voleva confinati in una cabina telefonica si deve ravvedere. L'alleanza rosso verde e sindacale, sola contro tutti gli altri, ha dimostrato di essere vicina ai problemi dei cittadini ticinesi». Vede, dunque, la sua ala rafforzata. Il
Partito socialista
ha poi scritto una lunga nota. «Lo schiacciante rifiuto della Riforma III dell’imposizione delle imprese, espresso oggi dal popolo, ha mostrato un "cartellino rosso" alla politica fiscale e finanziaria portata avanti dalla destra. Un no deciso e inappellabile ai privilegi offerti alle multinazionali e alle grandi imprese a danno della popolazione», si rallegra il PS. «Sebbene la destra abbia cercato in tutti i modi di fare passare questa riforma, pronunciando anche slogan allarmisti, il popolo non s’è lasciato abbindolare. Nemmeno i parecchi milioni spesi dalle lobby dell’economia a sostegno della riforma hanno potuto cambiare il corso degli eventi. Con questo no il popolo ha espresso un chiaro messaggio al Consiglio Federale, al Parlamento: la politica fiscale e finanziaria portata avanti dai partiti di maggioranza non è accettabile. Questo risultato comporta una reale svolta dell’attuale legislatura. L’arroganza della destra e gli smisurati mezzi economici delle lobby economiche non ha avuto la meglio sulla capacità di giudizio della popolazione. Questo risultato netto e chiaro implica anche un messaggio per il Ticino, in cui il PS e la sinistra si sono battuti da soli contro la Riforma III, contrariamente a quanto avvenuto nel resto della Svizzera. Le forze di maggioranza del Canton Ticino devono orientare la propria politica al volere espresso in modo inequivocabile dal popolo Svizzero». Un grande successo, dunque, su questo fronte.Il sì alla naturalizzazione agevolata è un «messaggio positivo ai concittadini più integrati, nati e cresciuti in Svizzera e che pagano le imposte nel nostro Paese», mentre se tutti si rallegrano per il sì a FOSTRA, il PS pensa che «oltre a non risolvere i problemi di mobilità, comporterà un problema per le finanze della Confederazione».Il no alla modifica della legge sul finanziamento delle prestazioni di assistenza e cura a domicilio è una vittoria «contro una politica aspra e dura attuata dai partiti di maggioranza e dal Consigliere di Stato, responsabile del DSS, Paolo Beltraminelli. I Ticinesi hanno rifiutato che gli utenti dei servizi di assistenza e cura a domicilio facciano le spese di tagli e misure di risparmio. Il messaggio espresso dal popolo ai partiti di maggioranza è chiaro: le risorse vanno cercate altrove. NO anche a un pericoloso principio iscritto nella legge, secondo cui agli utenti dei servizi poteva essere fatturata una tassa giornaliera. L’esito di questo voto dimostra che i partiti di maggioranza devono essere più attenti ai bisogni della popolazione. In questo caso è stata proprio la popolazione a dare un chiaro segnale in tal senso».Comunque, «l’accettazione dei tagli alle prestazioni sociali peserà sulle condizioni di vita delle fasce più fragili della popolazione. Il 47,5% dei Ticinesi si è comunque espresso contro i tagli agli assegni integrativi per i figli e ai sussidi cassa malati. Questo risultato invita i partiti di maggioranza a correggere la loro linea politica e a una maggiore attenzione ai bisogni della popolazione. Sebbene la modifica delle soglie Laps non sia stata rifiutata nelle urne, il PS ritiene che le fasce più deboli della popolazione debbano essere rappresentate e maggiormente ascoltate. Continueremo perciò a batterci perché i più deboli e i ceti meno abbienti non vengano esclusi. I fatti dimostrano che i tagli alla socialità non sono una soluzione. Dal 2014 ad oggi sono stati tagliati 55 milioni nella socialità mentre i beneficiari dell’assistenza, da inizio 2014 a ottobre 2016, sono passati da 6'000 a 8'000».L'augurio è che i partiti di maggioranza mantengano la parola sullo stop ai tagli nella socialità, e inoltre il PS «teme le conseguenze dell’esito del voto sulla qualità della giustizia e che la popolazione debba comunque pagarne il prezzo».Una giornata in chiaro-scuro, dunque.
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