POLITICA
10 anni senza Bill Arigoni, morto su quella strada per cui combatteva. Il figlio: "Mi rattrista che non hai mai conosciuto la donna della mia vita"
"Alcuni suoi organi vivono tuttora in qualche essere umano", scrive Alessio Arigoni. "Manchi sulle scena politica". Bertoli: "Quando seppi dell'incidente, corsi all'ospedale ma se ne era già andato"

MAGLIASO – 10 anni fa moriva Bill Arigoni, investito sulle strisce pedonali sul ponte della Magliasina a Magliaso. Quel che rese ancor più tragico quel dramma fu che da anni Giuseppe Arigoni si batteva per il traffico su quella strada.

Oggi lo ricorda il figlio Alessio, convinto che “la sua assenza è ancora oggi molto dolorosa per noi e molto evidente anche nell’arena politica ticinese”.

“L’11 febbraio 2010 alle 18.10 mio padre veniva investito mortalmente da un’auto sulle strisce pedonali sul ponte della Magliasina a Magliaso, proprio su quella strada il cui traffico infernale combatteva da decenni. Morì a causa del grave trauma cranico all’Ospedale Civico di Lugano il 12 febbraio. I suoi organi vennero donati. Fu una distrazione della conducente (con la quale non abbiamo mai avuto contatti) che venne condannata per omicidio colposo. È triste constatare che a Magliaso la situazione viaria non sia cambiata di una virgola”, ha scritto in una nota inviata in redazione.

Anche sul suo profilo non poteva mancare un fiero ricordo. “Alcuni suoi organi vivono tuttora in qualche essere umano. Ciao Babbo, la cosa che mi rattrista di più oggi è che non hai mai conosciuto la donna della mia vita. Nina, sareste andati molto d’accordo. Stesso umorismo e stesse idee. Ti avrebbe adorata”.

E ricorda la sua azione politica tramite il link: www.billarigoni.ch

Anche Manuele Bertoli ha voluto dedicare un post alla memoria di Bill: “Ricordo molto bene quel 11 febbraio, quando mi chiamò un amico e mi disse che Bill era stato investito vicino a casa e che era all'ospedale. Corsi subito a Lugano per capire cosa fosse successo, ma purtroppo lui se n'era già andato. Persona generosa, pronta a battersi per le proprie convinzioni, è stato per anni un compagno di lavoro e nell'azione politica. Uno di quelli che non sopportava le ingiustizie e che lo diceva a chiare lettere. Anche la vita gli è stata strappata per un'ingiustizia del destino, ma il ricordo che ha lasciato è ancora ben presente in molti. Io sono certamente tra questi”.

Sul profilo Facebook dedicato alla memoria di Arigoni c'è questo video:

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