POLITICA
L'accusa dell'MPS: "L'Amministrazione cantonale ha oscurato i risultati del nostro sondaggio ai suoi dipendenti"
I risultati non sono lusinghieri per quanto concerne la gestione del pericolo di Covid. La rabbia del Movimento: Si tratta di un intervento di censura degno dei peggiori paesi: anche se non siamo a Pyongyang o a Pechino, i metodi sono gli stessi"

BELLINZONA - L'MPS è furibondo. In mattinata sul proprio sito ha pubblicato i risultati del sondaggio effettuato nei giorni scorsi sull’applicazione delle direttive in materia di COVID 19. E a sentire il Movimento per il Socialismo, il sito stesso è stato oscurato per i membri dell'Amministrazione Cantonale.

"In pratica, l’amministrazione cantonale ha oscurato, per i dipendenti del Cantone, il sito dell’MPS. Appare inconcepibile che l’amministrazione (con il chiaro consenso del governo) oscuri i siti di forze politiche di opposizione sulla base del fatto di non condividere quanto dicono e scrivono queste forze; peggio ancora, per impedire ai propri dipendenti di accedere alle comunicazioni dell’MPS", è la presa di posizione.

Oscuramento dovuto al fatto che i dipendenti non devono navigare in siti esterni all'Amministrazione stessa durante il lavoro? "Immaginiamo che lo stesso trattamento riservato all’MPS sia stato riservato a quello del PLRT, del PPD, della Lega, etc. etc. Ma, evidentemente, le cose non stanno così. Si tratta di un intervento di censura degno dei peggiori paesi: anche se non siamo a Pyongyang o a Pechino, i metodi sono gli stessi", prosegue l'MPS. 

Ad ogni modo, cosa diceva il rapporto (che noi possiamo vedere)? Il 2% non ha mai ricevuto le mascherine dal datore di lavoro, il 18% ha dovuto chiederle, alcuni hanno dubbi sulla qualità delle stesse. Il 13% degli interpellati ha notato l'assenza del plexiglass.

"I locali vengono puliti una volta al giorno nel 43% dei casi mentre addirittura nel 20% dei casi questi vengono puliti meno di una volta al giorno. Solo nel 13% delle situazioni vengono puliti più di una volta al giorno come previsto dalle direttive.  Nel 20% dei casi gli ambienti vengono puliti meno di una volta al giorno", prosegue l'MPS, che riporta come qualche dipendente abbia detto di aver dovuto pulire i locali stessi. ll personale delle pulizie non è stato aumentato. 

"I dipendenti segnalano che nel 65% dei casi non avviene una areazione frequente dei locali", si legge ancora. 

Per quanto concerne il telelavoro, tema su cui si era chinato anche Raoul Ghisletta, "la direttiva viene applicata completamente solo nel 42% dei casi, per il 28% c’è la possibilità di svolgere telelavoro ma in misura minore rispetto a quanto indicato dal governo e nel 22% dei casi il telelavoro non è proprio applicato", riporta l'MPS, con la metà dei dipendenti che non avrebbero accesso al telelavoro quanto dovrebbero.

Inoltre, "alcuni sottolineano un atteggiamento irresponsabile da parte dei funzionari dirigenti che sembrano sottovalutare il rischio di contagio" e vi è "una reticenza da parte di molti funzionari dirigenti ancorati a una visione “retrograda” dell’organizzazione del lavoro che considera la presenza sui luoghi di lavoro come indispensabile al fine di controllare i collaboratori e le collaboratrici", portando a un sentimento di sfiducia ed anche di rabbia. 

Il sondaggio toccava pure il tema delle quarantene: quel che emerge non è roseo. "Un ulteriore elemento che preoccupa i dipendenti è l’assenza di una comunicazione ufficiale, tempestiva e trasparente quando ci sono casi positivi sul luogo di lavoro. I collaboratori sembrano scoprirlo per caso, da voci di corridoio, non sono ufficialmente informati dal datore di lavoro su quanto succede ai colleghi, e le quarantene ed eventuali isolamenti sembrano gestite senza un protocollo preciso". I casi a rischio si sentirebbero anche poco tutelati e considerati. 

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