POLITICA
Mario Branda allo scoperto: "Mirante in lista con Carobbio"
Il sindaco di Bellinzona si schiera a un mesetto dal Congresso. E Bruno Cereghetti evoca lo spettro della scissione
TiPress/Alessandro Crinari

BELLINZONA - Sì alla presenza di Amalia Mirante sulla lista del PS. Firmato Mario Branda. Il sindaco di Bellinzona si schiera a favore della candidatura per il Governo dell’economista ed è il primo big del partito, sia per ruolo sia per consenso elettorale, a farlo. Branda, del resto, rappresenta l’ala destra, istituzionale e ultra social democratica del PS, la stessa alla quale si rifà Mirante. 

Super Mario ha parlato nell’ambito di un’inchiesta condotta da La Domenica, proprio in quell’area del partito. Il domenicale ha infatti raccolto le opinioni di esponenti come Gianrico Corti, Simona Buri e Bruno Cereghetti. E l’indicazione che ne esce è chiara: sulla lista del Governo siano rappresentate tutte le anime del PS. Magari, vien fatto notare, a scapito di quella candidatura della società civile (Boas Erez), non del tutto compresa.  

Ma veniamo a Branda. Queste le sue parole: “Dal mio punto di vista  è fondamentale che ci sia in lista un personaggio forte come Marina Carobbio. Dopodiché, io sarei favorevole ad avere in lista anche Amalia Mirante. Penso che coprirebbe un’area politica che magari potrebbe anche non sentirsi rappresentata da Marina Carobbio”. Chiaro, semplice, netto. 

Ma tra gli intervistati c’è anche chi mette in guardia (Bruno Cereghetti), dalle possibile conseguenze di un’esclusione di Mirante:  “Non mi sorprenderebbe la formazione di un partito diverso, come è accaduto quando i Verdi liberali hanno lasciato i Verdi. Purtroppo con la nuova dirigenza, sia nazionale sia cantonale, il Partito socialista è diventato massimalista all’estremo. Il pragmatismo è andato perso e questo è un peccato, soprattutto perché stiamo andando verso tempi bui e sarebbe più che mai necessario trovare un patto di paese. Io sono convinto che il PS possa essere il motore trainante della società. Ma per farlo bisognerebbe prima scendere dal piedistallo ideologico e trovare dei compromessi nell’interesse della società”. Una scissione, insomma, in piena campagna elettorale. 

Manca un mesetto al congresso che dovrà approvare la strategia e la lista. Finora la direzione su formula (2-2-1), strategia (un nome forte e uno giovane) e nomi (Marina Carobbio e Yannick Demaria) ha trovato il consenso, con maggioranze molto ampie, degli organi direttivi. Vedremo se saprà confermarsi anche all’ultimo banco di prova. 

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