POLITICA
La 4x4 raccoglie 16mila firme contro l'aumento dei valori di stima. "Verrebbe punito chi vive in casa propria..."
Deputati di UDC, Lega, Il Centro e PLR hanno consegnato 6mila firme più delle 10mila necessarie. "Le stime rischiano di raddoppiare, con conseguenze non solo fiscali. Non devono servire solo per far cassetta e far saltare prestazioni sociali"

BELLINZONA - UDC, Lega, Il Centro e PLR si sono uniti, schierando quattro deputati ciascuno, in quella che hanno denominato 4x4, per raccogliere firme e portare il popolo al voto sull'aumento dei valori di stima. L'obiettivo è stato ampiamente raggiunto, sono ben 16mila infatti le firme ottenute, quando ne bastavano 10mila.

I ticinesi, quindi, si esprimeranno sul tema. L’iniziativa propone di inserire nella Costituzione cantonale il seguente nuovo articolo 34 quater : La revisione generale ricorrente dei valori di stima immobiliare non può comportare nel complesso un aumento automatico del gettito dei tributi pubblici, né una riduzione automatica delle prestazioni, degli aiuti e dei sussidi erogati nell’ambito del perseguimento degli obiettivi sociali.

La 4x4 era composta da Pamini, Chiesa, Marchesi e Morisoli per l'UDC, Alberti, Balli, Caverzasio e Guerra per la Lega, Agustoni, Battaglioni, Caroni e Gendotti per Il Centro, Cedraschi, Maderni, Ortelli e Schnellmann per il PLR. Le firme sono state consegnate oggi in Cancelleria a Bellinzona. 

"Modificare la Costituzione non solo causa un voto popolare ora, ma anche in futuro a tutela dei cittadini qualora qualcuno intendesse cancellare il principio della neutralità della revisione generale ricorrente. Il coraggio dei promotori di lanciarsi nella raccolta di almeno 10'000 firme per modificare la Costituzione, anziché solo 7'000 firme per una semplice modifica di legge, è stato largamente premiato dai cittadini", si legge in una nota in cui spiegano i motivi per cui hanno chiesto il voto popolare.

"La revisione generale delle stime non deve servire a fare cassetta e a far saltare prestazioni sociali", è la prima. Inoltre "le stime rischiano concretamente di raddoppiare. Una sentenza del Tribunale federale richiede che le stime siano almeno pari al 70% del valore di mercato dell’immobile, mentre sono oggi in Ticino attorno al 45%. Un adeguamento delle stime senza misure compensatorie genererebbe secondo calcoli preliminari oltre 400
mio. di franchi annui di imposte aggiuntive per la semplice colpa di possedere una casa o un appartamento, magari pure sfitto".

Si deve tener conto anche che "le stime non hanno solo conseguenze fiscali. Esse impattano per esempio l’attribuzione delle rendite complementari, dei prestiti di studio, il calcolo delle rette di casa per anziani, di sussidi comunali per il fotovoltaico, ecc" e che dunque "migliaia di persone potrebbero essere punite per il solo fatto di vivere in casa propria o di avere degli immobili, anche nelle valli, spesso ereditati da parenti e che
richiedono pure di essere risanati".

Per i promotori, "la revisione generale è un atto amministrativo che non passa dal Parlamento! Per questo motivo serve al più presto una base legale per proteggere i cittadini da effetti indesiderati. Il divieto di maggiori prelievi e di riduzione delle prestazioni sociali non va solo a vantaggio dei proprietari immobiliari, ma anche degli inquilini (privati e commerciali). Infatti, il proprietario immobiliare potrebbe riversare sugli inquilini i maggiori costi (soprattutto fiscali) di cui soffrirebbe e dunque  l’iniziativa difende anche le imprese, impedendo un aumento automatico dell’imposta immobiliare",

"Tutto quanto sopra non è nulla di nuovo: già nel 1995 (si veda il messaggio 4375 e il rapporto commissionale) si parlava di questi problemi in occasione dell’ultima revisione generale, senza purtroppo passare dalle parole ai fatti", proseguono. "Dopo 28 anni, finalmente abbiamo trovato il coraggio di prendere il toro per le corna". 

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