POLITICA
Il Ticino dice no al Tour de France. "Costa troppo"
Portare il prologo e ulteriori due tappe della Grande Boucle del 2027 o 208 nel nostro Cantone avrebbe richiesto un investimento di 5 milioni, ma "l'incertezza dell'attuale situazione economica e geopolitica" ha consigliato altrimenti

BELLINZONA - Il Tour de France è una delle gare ciclistiche a tappe con maggior fascino e prestigio nel mondo ciclistico, che raggruppa campioni di ogni provenienza e catalizza l'attenzione degli appassionati di tutto il mondo. Ospitare alcune tappe, tra cui il prologo, sarebbe stata senza dubbio una azione volta a aumentare la visibilità del Ticino, ma per ora il Consiglio di Stato dice no. Il motivo? Costa troppo.

Secondo un gruppo di promotori, nel 2027 o 2028 si sarebbero potuti organizzare un prologo a Lugano, una seconda tappa con partenza da Mendrisio e arrivo a Locarno con Ceneri, Valle di Blenio, ascesa Tenero-Contra e passaggio alla Madonna del Sasso ed una terza tappa con partenza da Piazza Grande a Locarno in direzione del Sempione, del Vallese e della Francia, in modo da mostrare una panoramica delle bellezze ticinesi. 

Il costo del progetto sarebbe stato di 5 milioni da investire prima che la Grande Boucle arrivasse in Ticino, con altri due provenienti da Lugano, Locarno, Bellinzona e Mendrisio-Chiasso. Ma le finanze cantonali non permettono una spesa simile, secondo il Consiglio di Stato, che in settimana ha inviato la sua risposta ai promotori.

"Considerata l'incertezza dell'attuale situazione economica e geopolitica che ha profondamente intaccato i conti del Cantone, il Governo ha dovuto adottare un approccio pragmatico per riequilibrare i conti a medio termine e raggiungere l'obiettivo del pareggio dei conti nel 2025, così come richiesto dal Parlamento", si legge nella lettera del Consiglio di Stato. "A fronte della difficile situazione finanziaria, il Governo ha, ad esempio, recentemente dovuto comunicare la rinuncia alla partecipazione quale ospite d'onore all'edizione 2024 dell'OLMA di San Gallo" (una scelta contestata da più parti).

 

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