POLITICA
Costi ripartiti, fotovoltaico e un ruolo chiaro di AET: la risposta del PS al PECC
I socialisti approvano in linea di massima il Piano energetico e climatico cantonale, anche se chiedono che il risultato delle emissioni zero sia raggiunto già nel 2040. "Ecco le nostre proposte, ci aspettiamo un piano in tempi rapidi"

BELLINZONA - Puntare su ciò che ha già funzionato e sulla formazione, facendo diventare centrale il ruolo di AET. Dopo quelle di Verdi e PLR arriva anche la risposta del PS alla consultazione sul PECC (Piano energetico e climatico cantonale), chiedendo di anticipare il raggiungimento delle emissioni zero al 2040.

"Il PS Ticino attendeva già da tempo l’aggiornamento del PEC-2013, specialmente tenendo conto di quando sta succedendo. La crisi climatica è ormai davanti agli occhi di tutti: il tempo scarseggia e le misure sono urgenti. La realtà energetica sta mutando: la fine delle forniture di petrolio e gas russi e la crisi del nucleare francese ci hanno mostrato come una politica energetica più autonoma sia necessaria", si legge nella nota, dove viene detto che "l’obiettivo dell’indipendenza energetica e della neutralità climatica per il Cantone è condiviso".

La richiesta è un vero piano di azione da elaborare in tempi rapidi (il PLR aveva contestato che, nonostante i principi condivisibili e positivi, mancavano strategie vere e proprie)-

I socialisti evidenziano l'importanza del principio della giustizia climatica e del risparmio energetico. "I costi della transizione energetica e dell’adattamento climatico, compresi i costi della salute per i periodi di canicola, devono esser ripartiti equamente, senza colpire in modo ingiusto le fasce economicamente fragili e gli anziani. Per questo, considerato come la trasformazione della rete elettrica sia la colonna della decarbonizzazione, gli enti pubblici dovranno rinunciare a tasse di concessione e utili. La necessità di una strategia di formazione professionale, per far fronte alla mancanza di specialisti in vista della realizzazione degli obiettivi energetici e climatici del PECC. Tra le misure, privilegiamo quelle che hanno già avuto il maggiore successo in questi dieci anni".

"Il risparmio energetico: «Rispetto al 2008, nel 2021 il consumo globale di energia si è ridotto dell'8%, raggiungendo ampiamente l'obbiettivo di una riduzione del 3% entro il 2020 fissato nel PEC-2013.» (pag. 16). La promozione del fotovoltaico: anche qui la produzione reale (134 GWh/a) supera ampiamente la previsione del PEC-2013 di 29 GWh/a nel 2020 (pag. 22). Considerati i dati della mappatura solare federale, il potenziale teorico dei tetti è pari a 5'000 GWh/anno. Il potenziale reale si stima essere di 2’500 – 3’000 GWh/anno. Invece di 1'500 GWh/a proponiamo un obiettivo più ambizioso di 2'000 GWh/a. Per altri settori (eolico, mini-idroelettrico, mini-eolico, solare alpino) raccomandiamo prudenze, valutazione dell’efficacia e del rapporto costi/benefici e ponderazione dei vari interessi (compresi la protezione della fauna e degli ambienti naturali sensibili)".

Per quel che concerne AET, il suo ruolo "deve essere chiarito e potenziato. I distributori dovrebbero avere un obbligo di acquistare energia elettrica da AET, nel senso di privilegiare gli interessi degli stakeholder (il Ticino, l’ambiente, l’idroelettrico ticinese) rispetto a quelli degli shareholder (Comuni e azionisti). Una maggiore collaborazione, specialmente su provvedimenti specifici, è necessaria. AET potrebbe diventare l’unico centro di acquisto di energia elettrica per tutto il Cantone o almeno per quei distributori che poi invocheranno aiuti del Cantone in caso di difficoltà di mercato".

Infine il PS chiede che "la Svizzera come agli altri Paesi industrializzati (area OCSE), e quindi anche il Ticino, anticipino già al 2040 il raggiungimento dell’obiettivo di emissioni netto zero; questo per concedere ai Paesi in via di sviluppo, che finora hanno pesato meno sulle emissioni globali di CO2, di posticipare l’obiettivo della neutralità climatica al 2060".

 

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