POLITICA
Scontro a destra? Marchesi: "Sarei il primo contrario a cambiare gli accordi con la Lega"
Bignasca a Detto tra noi ha sganciato la bomba parlando della volontà della Lega di avere un suo candidato per gli Stati, ma all'UDC non è arrivata alcuna richiesta di modifica. "Gli accordi non si modificano ogni cinque minuti"

BELLINZONA - Se a sinistra, nonostante si ripete di credere nell'alleanza rosso-verde per il futuro, socialisti e verdi correranno separati, a destra gli accordi prevedevano un accordo tra Lega e UDC, con Marco Chiesa come candidato unico agli Stati. Ma delle dichiarazioni di Boris Bignasca potrebbero rimettere in discussione tutto. Tra i due movimenti c'erano già state scintille per le cantonali, con Marchesi che aveva insidiato Zali, ora il presidente dell'UDC ancora una volta non le manda a dire.

"Gli accordi non si ridiscutono ogni cinque minuti", ha infatti affermato. "Per ora non sono arrivate richieste di modifica, che eventualmente dovrebbero passare dal Comitato cantonale UDC, "e difficilmente la base lo avallerebbe, anche perché il primo a essere contrario a una revisione dell’alleanza sono io", ha spiegato al Corriere del Ticino.

Per Bignasca, che ha parlato a Detto tra noi su TeleTicino, la Lega sarebbe penalizzata dal nome unico di Chiesa e vorrebbe un suo candidato per la Camera alta. Per Marchesi, al contrario, significherebbe disperdere voti. "Siccome vige il sistema maggioritario, e non quello proporzionale, avere due candidati agli Stati non aiuterebbe affatto Marco Chiesa, anzi i voti verrebbero dispersi. Se vogliamo rafforzare la destra ticinese a Berna dobbiamo unire le forze, non suddividerle. Per la corsa al Nazionale, all’interno dell’area ognuno correrà per cercare di fare il miglior risultato possibile, ma l’obiettivo è riprendere il seggio. Ma per gli Stati, invece, se vogliamo salvare il posto di Chiesa, dobbiamo assolutamente evitare di disperdere le forze".

Il democentrista ha sottolineato come i due seggi leghisti in Consiglio di Stato sono stati confermati grazie anche ai voti degli elettori UDC, motivo ulteriore per cui una modifica degli accordi lo lascerebbe perplesso.

A destra potrebbero essere ancora scintille, come per le cantonali. 

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