POLITICA
Da Moreno Colombo a Massimo Cerutti, fino all'exploit di Brissago. Quelli che salgono sul carro UDC e lo fanno vincere
Se in passato era la Lega a far campagna acquisti sul “mercato politico”, oggi è il partito di Piero Marchesi ad attingere a piene mani nelle sacche del malcontento
TiPress/Francesca Agosta

Quelli che salgono sul carro del vincitore, e che lo fanno vincere… Giovanni Galli firma oggi un editoriale sul Corriere del Ticino dal titolo: “Un dubbio s’insinua: moriremo tutti UDC”. Cita alcuni casi di personaggi di spicco - l’ex presidente della Posta ed ex consigliere nazionale vodese del PPD Claude Béglé, l’ex direttore dell’USAM ed ex consigliere nazionale zurighese Hans-Ulrich Bigler e l’ex esponente dei liberali ginevrini Charles Poncet – che negli ultimi anni sono passati all’UDC. Partito che, scrive, è diventato “un treno su cui salire per i delusi e gli emarginati dai loro partiti o per chi è stato bloccato da vincoli statutari sulla durata dei mandati”.

Stringendo l’obiettivo sul Ticino, Galli annota che nell’UDC di Piero Marchesi “militano tre ex candidati al Consiglio di Stato del PLR: Sergio Morisoli, Andrea Giudici, e Moreno Colombo. Quest’ultimo, già sindaco di Chiasso e candidato alle Federali in ottobre, è stato eletto domenica nel Municipio di Morbio Inferiore sulla lista Lega-UDC. Non solo: nell’Esecutivo di Mendrisio è stato confermato l’ex PLR Massimo Cerutti, che ha corso nella lista UDC, in quel caso separata dalla Lega.

E se proprio la Lega in passato ha fatto campagna acquisti sul “mercato politico”, attirando esponenti di diversi partiti, dal centro alla sinistra, oggi è l’UDC ad attingere a piene mani nelle sacche del malcontento. Il partito di Marchesi, anche grazie alla forza trainante del senatore ed ex presidente nazionale Marco Chiesa, eletto in Municipio a Lugano, ha iniziato a mettere radici anche nei comuni.

Emblematico è il caso di un piccolo comune come Brissago, dove la neonata sezione democentrista ha conquistato ben 5 seggi in Consiglio comunale (contro i 7 del PLR), ottenendo il 26% dei consensi, e due in Municipio, con Ottavio Palmieri e Giovanni Chiappini. Ma nei piccoli comuni contano molto di più le persone dei partiti, si dirà. Vero, ma fino a un certo punto. Soprattutto quando chi si candida lo fa in una forza politica chiaramente riconoscibile e non in una lista civica.

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