SANITà
Alle 3 stava bene, alle 5 l'infermiere l'ha trovato a terra. Dal dramma del 72enne morto per emorragia dopo l'asportazione della cistifellea si può imparare qualcosa?
Il Civico si è autodenunciato. L'uomo era stato operato il giorno prima della tragedia e veniva controllato ogni due ore. "Dipende dal tipo di intervento e dalle condizioni generali del paziente: le verifiche spettano al team medico e/o infermieristico", spiega il dottor Majino-Hurst
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Muore dopo l'asportazione della cistifellea, il Civico vuol vederci chiaro e si autodenuncia

03 MAGGIO 2018
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Muore dopo l'asportazione della cistifellea, il Civico vuol vederci chiaro e si autodenuncia

03 MAGGIO 2018
LUGANO – Il Civico, poco tempo fa, si è autodenunciato per cercare di capire che cosa è successo nel caso di un paziente che, dopo un’asportazione della cistifellea, è morto per emorragia.

Il Caffè svela che i controlli al 72enne avvenivano ogni due ore. Era stato operato il giorno prima di morire, nel tardo pomeriggio, e all’apparenza era andato tutto bene. In serata viene riportato in reparto.

E il personale lo controlla ogni due ore. Troppo poco? Sufficiente? Fatto sta che alle 3 sta bene, è tutto nella norma. Poi alle 5 torna un infermiere e lo trovo a terra. Ha avuto l’emmoragia che gli sarà fatale.

Tragedia, fatalità o si poteva far altro? È quello che l’Ospedale probabilmente vuol capire, autodenunciandosi, anche per un futuro e per chiarezza. La famiglia dell’uomo ha affermato che non si costituirà parte civile.

Come si definisce ogni quanto un paziente va controllato? "Le condizioni generali del paziente sono un elemento fondamentale per l’organizzazione dei controlli, generalmente costituiscono un buon indicatore per il possibile insorgere di complicazioni", dice al Caffè il dottor Pietro Majno-Hurst, capo dipartimento e primario del Servizio di chirurgia dell’ospedale regionale di Lugano. "C’è una prescrizione medica e dipende dal tipo di intervento e dalle condizioni generali del malato. Verifiche che spettano al team medico e/o infermieristico che a loro volta ricevono ordini precisi per sorvegliare parametri specifici".

Ma, spiega, il contatto col paziente è basilare, per capire se c’è qualcosa di anomalo, un dolore, una certa ansi, un modo di muoversi. Le telecamere? Al Civico sono usate in pochi casi e sempre previa autorizzazione del paziente. Che ovviamente se è da solo in stanza e sta male, magari non riesce a chiamare aiuto, cosa che avviene con un compagno di stanza.

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