SANITà
L'infermiere è favorevole alla dolce morte! E negli altri reparti dove ha lavorato, cosa succedeva?
L'uomo modificava le dosi di medicinali, soprattutto morfina e Dormicum, somministrati a pazienti anziani e terminali. TRoppo poco per far sì che chi gestiva le scorte se ne accorgesse ma letali per i malati

BELLINZONA – Sarebbe favorevole alla dolce morte per porre fine alle sofferenze dei malati. È una delle domande poste all’ex infermiere dell’OBV di Mendrisio, in carcere per omicidio intenzionale.

Il tutto, lo ricordiamo, era partito dalla segnalazione di uno stagista, che lo aveva visto usare metodi bruschi con anziani ricoverati nel reparto di Medicina1 dove lavorava. I colleghi confermano, ma per il resto i pareri su di lui sono solo positivi: sempre disponibile a lavorare, a coprire i turni di chi non stava bene, sempre sorridente.

Eppure… Frugando nella cartella medica di uno dei tre anziani maltrattati (l’accusa, appunto, iniziale), si è visto che aveva ricevuto una dose di medicinali diversa da quella prescritta dal medico. E l’inchiesta si è allargata. Ad oggi, sarebbero cinque, secondo quanto riporta Il Caffè, le persone decedute a causa dei dosaggi di morfina e Dormicum date dall’uomo: una goccia in più ogni volta, dosi talmente piccole da non poter essere segnalati come ammanchi da chi gestiva le scorte di medicinali ma mortali per i pazienti, anziani e già terminali.

L’infermiere prima di quel reparto era stato attivo in altri due, per cui possibile che si vadano a scandagliare anche le cartelle di chi vi era ricoverato. Sono stati interrogati dei colleghi (ma non capi reparto o primari, pare) e sono stati contattati alcuni familiari delle presunte vittime.

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