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Brenno Martignoni: i misteri irrisolti del "caso Mattei"
A quasi sessant'anni della morte del presidente dell'ENI, vittima di un attentato, la verità non è ancora emersa

di Brenno Martignoni Polti

A quasi sessant’anni, il caso non è chiuso. Quella tragedia continua ad essere avvolta nel mistero. Sabato 27 ottobre 1962. Ore 18.40. Sulla Campagna Pavese, una pioggia leggera. Al comando del bireattore, Irnerio Bertuzzi. Già capitano dell’Aeronautica. Un asso dei cieli. Esperto. Per l’atterraggio, comunica alla torre di controllo di Linate l’inizio della discesa. Poi più nulla. Fino al fatale impatto a Bascapè.

A bordo del velivolo, di ritorno da Catania, altri due. Enrico Mattei, presidente dell’ENI. William McHale, giornalista statunitense di Time-Life, dedito a intervistare Enrico Mattei. Figura di punta. A quel momento, più influente di un capo di Stato. Così il Times. “È un uomo che sta cambiando il volto del suo Paese. E che può modificare il destino di molte abitudini in varie parti del mondo.” Partito dall’incarico di smantellare l'Agip, nata nel 1926, con il fascismo. La riorganizzò, creando, nel 1953, l'ENI. Con nuove perforazioni petrolifere nella Pianura Padana. Le costruzioni di reti di gasdotti. Rilevanti concessioni in Medio Oriente. Importanti intese con l'Unione Sovietica. In antagonismo all'oligopolio delle Sette Sorelle. Portavoce, ante litteram, del commercio equo. Dai modi diretti. Popolare. Sempre sul fronte.

Come Giulio Cesare ispezionava di persona le truppe. Mattei andava a far benzina in incognito, premiando o licenziando, a dipendenza. Fu a favore del 75%. Ai Paesi proprietari dei giacimenti. La prima inchiesta sulla sciagura durò più di tre anni. Si chiuse il 31 marzo 1966. Un non luogo a procedere. Non convinse. Per decenni, si aprì un ampio dibattito, compendiato da molteplici attenzioni pubbliche. Nel 1972, Francesco Rosi ne fece un giallo politico. Mauro De Mauro, il giornalista, incaricato dal regista di raccogliere elementi per il film, scomparve, nel 1970, senza essere mai più ritrovato. “De Mauro ha detto la cosa giusta all'uomo sbagliato, e la cosa sbagliata all'uomo giusto.” Così Leonardo Sciascia.

Pure Pierpaolo Pasolini, quel 2 novembre 1975, pagò estremo pedaggio. Forse. Per l’ultima fatica. “Petrolio”. Incompiuta. Priva di “Lampi sull’ENI”. L’appunto 21. Alcuni pentiti, come Tommaso Buscetta e Gaetano Janni, fecero riaprire il fascicolo della seconda inchiesta (1994-2004). Le indagini arrivano a Cosa Nostra. Nel 2012 la sentenza De Mauro. Riconosce ufficialmente che Mattei fu vittima di un attentato. Così il pm Vincenzo Calìa. “Solo gli storici potrebbero ora dire se sono maturi i tempi per una verità definitiva.” Invece, per il presidente dell’ENI, ad oggi, nè giustizia e nemmeno certezza storica. Come sottolineato dall’Originale radiofonico di Guido Piccoli. Su RSI Rete 2, lo scorso ottobre 2021. “Mattei, l’abisso italiano.” Da processo al silenzio. A dovuta riparazione.

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