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Brenno Martignoni: memorie di mafia, a 40 anni dall'omicidio di Pio La Torre
"Del deputato Pio La Torre, ci rimane il suo coraggio. La sua frase: ora tocca a noi"

di Brenno Martignoni Polti

Sono le 9 e 20 del mattino di venerdì 30 aprile 1982. Oggi fanno esattamente quarant’anni. La FIAT 131, guidata da Rosario Di Salvo, con a bordo Pio La Torre, giunge in Piazza Generale Turba a Palermo. Una moto di grossa cilindrata l’avvicina. L’ obbliga a uno stop. Poi. Un susseguirsi di raffiche. A completare il duplice omicidio, diversi killer scesi da un’auto, sopraggiunta nel frattempo. Pio La Torre, 55 anni, muore sul colpo. A Rosario Di Salvo, 36 anni, appena il tempo di estrarre la pistola. Esplodere qualche colpo. Cadere anche lui sotto fuoco letale.


Un’esecuzione di Cosa Nostra. La Sicilia in piena guerra di mafia. I Corleonesi, con i padrini Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, a imporre la loro egemonia. Del deputato Pio La Torre, ci rimane il suo coraggio. L’ esporsi in prima persona. Aveva appena presentato alla Camera un disegno di legge per l’introduzione del reato di associazione di tipo mafioso e per il sequestro del patrimonio dei condannati per delitti di mafia. Era il disegno di legge 1581. In un conflitto tra Istituzioni e Famiglie, quell’atto criminale significava che lo Stato era troppo debole o che qualcuno aveva dato il permesso di farlo. Dieci giorni prima dell’approvazione della legge, il 3 settembre 1982, fu assassinato il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Nel rinvio a giudizio del Maxi Processo di Palermo, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, furono espliciti. “Qui si parla di omicidi politici, di omicidi, cioè, in cui si è realizzata una singolare convergenza di interessi mafiosi e oscuri interessi attinenti alla gestione della cosa pubblica; fatti che non possono non presupporre tutto un retroterra di segreti e di inquietanti collegamenti che vanno ben al di là della mera contiguità e che debbono essere individuati e colpiti se si vuole veramente voltare pagina”.

Giusto celebrare queste memorie. Onore al merito a Walter Veltroni, che ora ne sta facendo il film. Un’esortazione autentica all’impegno civile. Emblematico il titolo. “Ora tocca a noi”. Parole di Pio La Torre. Poco prima di essere ucciso. “Cadaveri eccellenti” di Francesco Rosi del 1976, la pellicola tratta dal romanzo “Il contesto” di Leonardo Sciascia. Autorevoli precursori.

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