TRIBUNA LIBERA
Raoul Ghisletta: "Bilancio del più grande sciopero degli statali. E adesso..."
Il segretario della VPOD: "Il Sindacato scriverà al Governo chiedendo un nuovo incontro per discutere del recupero del carovita per gli anni 2025 e anni seguenti"
TiPress/Elia Bianchi

Di Raoul Ghisletta *

Il 29 febbraio si è svolto il più grande sciopero del settore pubblico e parapubblico in Ticino. In forme e modalità diverse: in vari uffici, in molte scuole cantonali, in alcune scuole comunali, in molte realtà sanitarie e sociali. I dati della partecipazione allo sciopero -durato alcune ore- saranno disponibili nelle prossime settimane.

Come Sindacato del personale dei servizi pubblici e sociosanitari VPOD consideriamo importanti anche le forme di protesta alternative di coloro che non hanno potuto scioperare (perché impediti di farlo da motivi oggettivi) o che non hanno voluto scioperare (perché non abituati all’idea o perché hanno considerato inadatta l’idea per raggiungere l’obiettivo).

Lo sciopero e la protesta sono stati indirizzati su quattro punti.

1. Innanzi tutto contro la perdita definitiva del rincaro nel 2024: 1,4%

maturato nel 2023, ossia una perdita di 1’000 fr per ogni anno per un dipendente con 70’000 fr lordi. Il Governo compensa solo parzialmente la perdita del 2024 (400 fr e 2 giorni di chiusura aziendale per i dipendenti cantonali e i docenti). Il Governo non ha proposto nulla per il settore sociosanitario sussidiato ed ignora il problema delle perdite salariali per tutti i dipendenti dal 2025 in poi.

2. L’altro bersaglio della protesta sono i tagli del personale nelle scuole. Meno 20% per ogni unità a tempo pieno partente nel 2024: colpiti saranno in particolare gli operatori scolastici specializzati, che sostengono gli allievi in difficoltà. È inaccettabile peggiorare in questo modo aleatorio e drastico la qualità della formazione. Su questa norma legale è pendente il ricorso al Tribunale federale di Manuele Bertoli e Raoul Ghisletta, che ne chiede l’effetto sospensivo.

3. I manifestanti hanno contestato il grave taglio dei contributi cantonali/comunali alla gestione 2024 degli enti sussidiati sociosanitari (meno 1,5% nel 2024) e contro il problematico taglio dei loro fondi di riserva. Il decreto Morisoli mette in difficoltà gli enti sociosanitari e li porterà a ridurre le loro prestazioni all’utenza o ad aumentare le fatture a carico dell’utenza. Tutti si rendono conto che il numero di operatori sociosanitari cresce perché crescono i bisogni: una settimana fa è stata ad esempio inaugurata una nuova casa anziani a Caslano con tanto di presenza del consigliere federale ticinese. Con quali mezzi si finanzierà l’adattamento del settore alle realtà demografiche e sociali in atto?

4. Infine in Piazza Governo numerose persone sono venute per difendere la qualità dei servizi pubblici in generale e la solidarietà in vista del preventivo 2025 del Cantone! Infatti, nelle prossime settimane a Palazzo inizierà l’esercizio incubo, che sfocerà in grossi problemi, perché risanare le finanze agendo prevalentemente sulle spese è una follia finanziaria neoliberista, che avrà conseguenze pratiche irragionevoli.

 

Cosa farà il Sindacato ora? Il Sindacato scriverà al Governo chiedendo un nuovo incontro per discutere del recupero del carovita per gli anni 2025 e anni seguenti: il problema rimane infatti irrisolto. Inoltre, andrà affrontata la questione specifica del carovita per il personale degli enti sociosanitari. Il Sindacato concluderà le consultazioni in merito al lancio delle due iniziative popolari da tempo in discussione: la prima contro il decreto Morisoli e la seconda contro i paradisi fiscali comunali per le persone giuridiche. E si impegnerà nella votazione del 9 giugno contro l’iniqua modifica della legge fiscale, che svuoterà ulteriormente le casse cantonali.

Il Sindacato organizzerà la campagna a favore delle misure di compensazione per le pensioni dell’Istituto di previdenza del Canton Ticino: compensazioni necessarie ad impedire che le pensioni crollino diventando le peggiori in tutta la Svizzera, privato compreso.

Il Sindacato infine consulterà gli affiliati sull’esito delle discussioni con il Governo e per le misure di lotta. Perché ci è ben chiaro che lo sciopero non è stato risolutivo e che ci aspettano mesi di impegno, che potrà essere affrontato solamente grazie al sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori. 

* segretario Sindacato VPOD Ticino

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