TRIBUNA LIBERA
Ghisletta: "Morisoli rilancia il suo decreto. La raccolta firme sta andando bene"
Il tema del risparmio dei soldi pubblici è tornato di attualità dopo il consuntivo 2023. Il sindacalista: "Malgrado manifestazioni e scioperi, la destra politica se ne frega e tira dritto. Serve cambiare l'approccio alla gestione delle finanze"

di Raoul Ghisletta*

Morisoli propone di prorogare il decreto Morisoli. Così apre LaRegione di venerdì 12 aprile sul disavanzo dei conti cantonali 2023.

Motivando il lancio dell’iniziativa popolare VPOD per l’abolizione immediata del decreto Morisoli, dieci giorni fa avevo scritto che l’iniquo decreto finanziario potrà essere prolungato dalla maggioranza di destra del Parlamento, la quale non ha dato alcun segno di ripensamento su questa strategia finanziaria, anzi! Malgrado manifestazioni e scioperi, la destra politica se ne frega e tira dritto: tanto trova sempre una maggioranza di cittadini che la riconfermano al potere e le danno i numeri per governare in Ticino!

Sono curioso di sapere cosa scriveranno ora i tre commentatori politici cantonali -Andrea Leoni, Daniel Ritzer e Gianni Righinetti- che hanno dato per morto il decreto Morisoli e per inutile l’iniziativa popolare del Sindacato VPOD per abolire il decreto legislativo concernente il pareggio del conto economico entro il 31 dicembre 2025 con misure di contenimento della spesa e senza riversamento di oneri sui Comuni.

La raccolta firme per l’iniziativa popolare VPOD in ogni caso sta andando bene tra la cittadinanza e l’assist di Morisoli ne conferma l’importanza per cambiare l’approccio alla gestione delle finanze in Ticino e per ritornare ad una visione equilibrata conforme all’art. 34 ter della Costituzione cantonale e all’art. 31d della Legge sulla gestione e sul controllo finanziario dello Stato. Articoli che in caso di problemi finanziari impongono alla politica di allestire un Piano di riequilibrio, in grado di agire sulle spese e sui ricavi. Nella penultima manovra di risanamento delle finanze cantonali, quella del 2019, le riduzioni di spesa sono state il 48% ed i maggiori ricavi il 52%. Si trattò di un approccio equilibrato che è completamente diverso da quello della manovra del 2024 e che si prospetta per il preventivo 2025 e per i preventivi successivi.

In parole povere penso che per risanare le finanze cantonali anche i ricchi devono passare alla cassa e che i sacrifici non possono essere imposti unicamente al ceto medio-basso, riducendo la qualità e la quantità dei servizi pubblici e sociosanitari, nonché tagliando gli stipendi dei dipendenti.

*segretario del Sindacato del personale dei servizi pubblici e sociosanitari VPOD Ticino

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