CRONACA
Riforma III, il fronte del sì vacilla. «Il Consiglio Nazionale non ha ascoltato gli appelli di Maurer»
Widmer-Schlumpf ritiene che la riforma si stata spinta troppo in là, Carobbio cita il sito del Parlamento Federale. Ma per il PLR è equilibrata, e in Ticino garantirà 20 milioni per misure in ambito sociale
BERNA/BELLINZONA - La campagna per la votazione del 12 febbraio è entrata nel vivo, e in particolare si è scaldata per quanto concerne la Riforma III delle imprese.Il PLR di Lugano giovedì scorso ha presentato i motivi per votare sì in una serata informativa alla presenza del Consigliere di Stato Christian Vitta e del consulente fiscale Paolo Morel. Il rischio, in caso di no, è stato ribadito, sono la perdita di 3'000 posti di lavoro e 180 milioni di gettito fiscale per Cantoni e Comuni nel solo Ticino. Per i favorevoli, «la Riforma ci doterà di un sistema fiscale più equo, garantendo la parità di trattamento di tutte le aziende, più moderno ed efficiente, ciò che renderà il territorio più attrattivo per la localizzazione di attività ad alto valore aggiunto, e ciò grazie in particolare agli strumenti che favoriranno le attività innovative, di ricerca di sviluppo e la nascita di nuove start-up», oltre che consolidare il gettito fiscale di Comuni e Cantone. Inoltre con un sì, ci sarebbe «l’adozione di nuove misure in ambito sociale, che rafforzino gli strumenti esistenti per conciliare lavoro e famiglia. Queste misure avranno un costo di circa 20 milioni, che saranno finanziati dalle aziende attraverso in particolare le riserve generate dai prelievi esistenti sulla massa salariale».La Riforma viene definita equilibrata, ma è proprio su questo termine che si è scatenato il dibattito. Soprattutto da quando l'ex Consigliera Federale Eveline Widmer-Schlumpf, già ministra delle finanze per l'UDC, si è schierata in un'intervista al Blick contro la posizione del suo partito. Quanto proposto ora non è il pacchetto su cui aveva lavorato l'Esecutivo, ed è sbilanciato. A suo dire, «il Parlamento s'è spinto troppo in là negli sgravi a favore delle aziende».Una presa di posizione, la sua, che ha fatto discutere. «Non solo per la sinistra ma anche per chi inizialmente ha proposto la riforma III, quanto scaturito dal parlamento e ora sottoposto al voto va troppo in là "perché avere cura della piazza economica è importante, ma non bisogna farlo concedendo privilegi come quello di trattare diversamente gli utili conseguiti all'estero da quelli realizzati in Svizzera"», ha sottolineato attraverso Facebook la Consigliera Nazionale Marina Carobbio. Che oggi ha ripreso un estratto dal sito del parlamento federale che ne riassume le deliberazioni: «Malgrado gli appelli del ministro delle finanze Ueli Maurer a una certa moderazione, il Consiglio nazionale ha deciso di includere nel progetto nuove deduzioni fiscali», si legge, dando ragione a Widmer-Schlumpf. E oggi, come scrive ancora Carobbio, il fronte del sì ha avuto un'altra defezione, quella dell’ex presidente dei direttori cantonali delle finanze e già consigliere di stato e direttore del dipartimento delle finanze del Canton Soletta, il liberale radicale Wanner, che in un’intervista al Tagesanzeiger ha dichiarato che la riforma va troppo in là, che costerà a Cantoni e comuni molti soldi e sarà pagata dal ceto medio.
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