CRONACA
Toilettes d'oro a Lugano? «Investimento iniziale alto, poi ci faranno risparmiare. Le piccole cose fanno la differenza»
Il Municipio ha chiesto al Consiglio Comunale un credito di 700mila franchi per rifare i wc in tre zone. Bertini: «messaggi del genere sono all'ordine del giorno. Sulle finanze è stata creata paura». Cosa pensano i gruppi?
LUGANO - 700mila franchi per sistemare le toilette in tre punti di Lugano. Più precisamente, 370mila per i wc di Piazza Manzoni, 217mila per la Pensilina del Piazzale ex Scuole e 113mila per Gandria Paese. È la richiesta di credito che ha ricevuto il Consiglio comunale di Lugano, e qualcuno si chiede: ma sono toilettes d'oro, anche se sono moderne, autopulenti, e accessibili ai disabili? Abbiamo girato la domanda relativa ai costi al capo del Dicastero delle Finanze della Città, Michele Foletti. «Sono 86mila franchi a cabina. La cifra iniziale di investimento è alto, ma si tratta di servizi in acciaio, che permettono una facile pulizia, sono quasi indistruttibili e fanno dunque risparmiare a livello di manutenzione», ci ha spiegato. E sui cittadini che si lamentano sul costo, aggiunge che «i wc moderni, che si trovano in tutte le città, permettono di non averli fuori uso ogni venerdì e sabato sera quando ci sono in giro persone a fare danni e fanno risparmiare come manutenzione». Le finanze di Lugano permettono questo investimento? «La Commissione della gestione ci ha sempre detto che Lugano deve poter fare investimenti attorno ai 60 milioni annui, poi dipende dalle scelte del Municipio dove investire. Le finanze non mettono veti se gli investimenti sono conformi ai piani. Tra l'altro, per Piazza Manzoni parliamo di wc vicino a dove arrivano tutti i bus turistici, per cui è un servizio anche per loro. Sono stati vandalizzati più volte, e spesso non sono agibili, oltre che onerosi dal punto di vista della manutenzione. Per quanto riguarda i disabili, a Lugano non vi sono molti servizi accessibili a loro». Foletti ci invita a contattare Michele Bertini, il cui Dicastero è responsabile del dossier. «La cifra non è campata in aria, ma costruita sulla base di diverse offerte». Ai cittadini è sempre stato detto di una Città in difficoltà economica... «Si parla di 700mila franchi di fronte alla possibilità di investire 60 milioni. Ci si fa ingannare dal clima di paura e di terrore generale creato attorno alla situazione finanziaria di Lugano, per fini politici. Essa era seria, ma non possiamo permettere di fermare gli investimenti. Bisogna investire anche nelle cose di tutti i giorni, se vogliamo essere una città accogliente e a misure di cittadino. I wc di Piazza Manzoni erano spesso vandalizzati e non adatti ai disabili, il Municipio e il sottoscritto in particolare non se la sentivano di mantenere una struttura fatiscente». «È una piccola cosa, comunque, non la legherei alla situazione finanziaria», minimizza. «Di questi messaggi ne escono a decine, crediti inferiori al milione vanno direttamente in Commissione edilizia, non passano neppure dalla gestione. Non vuol dire che si devono buttar via i soldi dei cittadini, ma era un progetto atteso. La differenza si vede nelle piccole cose, nel curare il dettaglio, il decoro e la pulizia». Per quanto concerne i capogruppi, il democentrista Tiziano Galeazzi ha sottolineato come tre casette in Grigioni sarebbero quasi più economiche (al suo gruppo il credito non piace molto), mentre i Verdi parrebbero tendenzialmente favorevoli al credito e i socialisti preferiscono attendere di conoscere il messaggio nel dettaglio e di parlarne internamente prima di esprimersi. Giovanna Viscardi, del PLR, seppur a titolo personale, ritiene che «sia necessario che vengano riaperti e soprattutto ammodernati. I nuovi servizi saranno accessibili alle persone disabili e questo è un grande passo avanti. In passato avevo inoltrato al Municipio proprio un’interrogazione con la quale chiedevo come mai in centro città non vi fossero toilettes accessibili (nei bar sono al primo piano e quelli pubblici presenti erano una rampa di scale sotto terra): quindi ben vengano. Per il resto anche i wc pubblici contribuiscono a disegnare la cartolina da vendere all’estero per incentivare il turismo, poiché una città che deve chiuderli si presenta maluccio», nonostante una nota critica: «quando si sono chiusi era per risparmiare, e oggi li si vuole riaprire, in parte spendendo quanto di fatto risparmiato in questo periodo di chiusura».
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