CRONACA
La frontaliera che accetta 650 franchi mensili scatena il dibattito. Di chi è la colpa? Dai politici allo Stato italiano, dagli stessi frontalieri a chi ha votato contro il salario minimo...
Fuoco incrociato di commenti dopo il caso che abbiamo portato alla luce. "Accettando danneggia la categoria dei frontalieri". "Ma sapete cosa vuol dire inviare cv su cv e non avere risposte?. Se il problema reale fosse un sistema che non funziona più?
CRONACA

Accetta 650 franchi mensili, "noi frontalieri siamo sottopagati. Ma in Italia non c'è possibilità di trovare lavoro"

22 LUGLIO 2017
CRONACA

Accetta 650 franchi mensili, "noi frontalieri siamo sottopagati. Ma in Italia non c'è possibilità di trovare lavoro"

22 LUGLIO 2017
BELLINZONA - È colpa di chi accetta salari da fame, di chi li propone, o ancora di chi permette? è la domanda che ha infiammato i commenti dei numerosi utenti che hanno voluto dire la loro in merito al caso della frontaliera che ha accettato uno stipendio di 650 franchi per un part time da segretaria, dopo che il datore di lavoro, di una ditta edile, non ha potuto assumerla come apprendista.

Abbiamo raccontato nei dettagli la sua storia qualche giorno fa (vedi suggeriti), e ci aveva dichiarato che i frontalieri sono sottopagati ma che in Italia non c'è possibilità di trovare lavoro. Ed è partito il dibattito.

"Capisco il bisogno ma accettando schifezze cosi' non si fa altro che alimentare la guerra al ribasso.... la colpa è di politica e aziende mafiose", è uno dei commenti più soft (che pubblichiamo comunque "depurati"). 

"Multare sia il datore di lavoro che chi acetta queste paghe , poi vediamo se non cambia .. qui non cambiera mai nulla finche si acettano senza batter ciglio queste paghe da fame , e complici son anche i frontalieri che poi reclamano che son sottopagati", propone qualcuno, inserendo tutti nel calderone. "Multare il datore di lavoro sfruttatore sarebbe già un bel risultato! Ma "sa po mia", concorda un altro.

"Ma quali conti col portafoglio! accettare queste paghe significa non solo farsi sfruttare, ma pure alimentare il dumping salariale e gli imprenditori a continuare a fare quello che vogliono. Per nn parlare dei politici e dello stato che fanno i loro interessi sulla nostra pelle! Non abbassiamo sempre la testa solo perché abbiamo bisogno di mangiare, non incentiviamo gli imprenditori a rovinare il mercato mentre gonfiano le loro tasche, ma denunciamo!!! Io denuncerei pure chi accetta queste paghe. Frontalieri avete rotto, venite qui, accettate paghe assurde e noi subiamo le vostre scelte restando disoccupati e sempre più poveri per sostenere affitti e costi alle stelle. Ma di cosa parliamo, sempre la stessa storia da anni... Che schifo ...", si sfoga una donna. "E i datori se ne approfittano sfruttando voi e lasciando a casa noi. Ecco chi sono i colpevoli. Oltre ai politici italiani", si accoda subito un altro.

Qualcuno fa notare come in Ticino si sia votato contro il salario minimo, "a detta di tanti svizzeri per evitare che noi "magna ramina" guadagnassimo di più??", provoca un italiano. Così qualcuno ammette che i colpevoli sono i ticinesi, e mettendosi nei panni dei frontalieri e di chi è disoccupato, constata che nel bisogno si accetta quasi tutto. Non mancano italiani che se la prendono col loro Stato, che non li tutelerebbe e li obbligherebbe a cercar lavoro altrove. Non tutti, però: "la colpa di voi frontalieri è che accettando paghe cosi basse poi i pezzi di m----a del nostro disastrato cantone ci sguazzano con il dumping e voi cosi facendo lo favorite", attacca qualcuno.

"Accettare un lavoro al 50% come segretaria a 650.-? Ma dove siamo finiti? La gente sta impazzendo!!! Per colpa di questa gente che accetta che il ticino sta andando a rotoli.. e i datori di lavoro che hanno la possibilità di offrire un lavoro a così poco! Dovrebbe fare i contratti collettivi! Impossibile andare a lavorare al 100% per 1300.- non esiste!!! Vergognatevi!!!", scrive un'altra utente, ticinese, che racconta di essersi vista offrire un impiego al 100% a 1'4000 franchi in una fiduciaria. "E poi ci chiediamo perché nessuno trova lavoro in Svizzera...", è amaro qualcuno. C'è chi propone che i frontalieri accettino solo salari pari a quelli dei residenti, per non creare dumping: ovviamente, qui servirebbe una legge, che al momento non pare esistere, o è aggirabile. Si invocano i sindacati, però noi non abbiamo visto nessuna risposta, nei post.

Fra i frontalieri, qualcuno attacca la lavoratrice: non doveva accettare. "Può aver accettato per vari motivi, non condivisibili:  spalle coperte (per non esser volgare) dai genitori che, irresponsabilmente le consentono di fare pseudo esperienza; autostima pari o minore di zero; intenzionale svilimento della categoria dei Frontalieri e conseguente danno ad indigeni coetanei. Conclusione: una meretrice d'appartamento guadagna molto di più. Un esplicito invito per l'anonima sventurata indegna di definirsi "frontaliera".

"Per 400 euro non ci credo che in Italia non trovi un posto di lavoro qualsiasi... mia sorella ha iniziato ora in un ristorante aiuto cucina e ne prende 600.... quello che sto dicendo è che per lavorare in Svizzera non bisogna essere schiavi". Addirittura, invitano a guardare gli annunci sui siti italiani. Qualcosa, per una cifra più alta, c'è.

Ma in molti la giustificano: quanto meno, serve per l'esperienza. "A nessuno viene in mente che seppur poco pagata iniziare a lavorare serva a questa ragazza per uscire dalla disoccupazione e poter pensare positivo? Lo sapete cosa voglia dire stare a casa ad aspettare che qualcuno ti chiami dopo aver inviato centinaia e centinaia di cv? Poi se anche tolte le spese, le rimangono in tasca solo 200 euro, lo sapete che sono meglio di niente, considerando che rifiutando la proposta quello avrebbe..

Siete tutti bravi a criticarla e deriderla, ma prima provate a mettervi nella sua situazione, e poi tacete ugualmente, perché nessuno sa quali sono le situazioni che vive per poterla giudicare..."

E si torna ancora al punto di partenza: le leggi che lo permettono, "un mercato del lavoro che va a rotoli grazie a queste cose".

Qualcuno attacca i datori di lavoro svizzeri, "questa storia del dumping salariale sta danneggiando gli stessi svizzeri...E il bello, udire udite, sono poi gli stessi che odiano i frontalieri ,che tra l'altro vanno in Svizzera unicamente per lavorare e non per essere mantenuti o chiedere la carità o rubare o quant'altro per poi inserire annunci di offerte di lavoro in nero e sottopagati al limite! Uno schifo!!!! Non sto facendo di tutta l'erba un fascio...Ci sono datori svizzeri onesti e brave persone. Non è la maggioranza, purtroppo".

Infine, qualcuno che riassume tutto. "Solito problema...si fa la guerra ai frontalieri che accettano salari impossibili per uno svizzero, giustificato dai frontalieri perché "in Italia manca il lavoro ". La questione si risolverebbe se le istituzioni vigilassero e tutelassero i dipendenti imponendo dei minimi salariari a prescindere che si parli di svizzero o no".

Quindi, si torna al punto di partenza: ha fatto bene ad accettare? Di chi è la colpa? Si duella, si discute, si accusano chiunque, ma non si arriva alla soluzione. C'è davvero una colpa singola o è un intero sistema a non funzionare più?

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