CRONACA
"Si sono presentati sei frontalieri e due svizzeri, di cui uno non idoneo. Vero, né il frontaliere assunto né quello promosso hanno il diploma, ma..."
Il Municipio risponde alle domande di D'Errico in merito al San Carlo. Uno dei due assunti ha una grande esperienza, e si è detto disponibile a frequentare il corso e magari anche a trasferirsi in Svizzera. Il secondo, divenuto capo reparto, lo inizierà in settembre e sarà confermato in caso di successo
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Caos San Carlo, ecco un nuovo fronte: "frontalieri senza diplomi in ruoli di responsabilità, i residenti che vogliono formarsi vengono declassati. E gli amici degli amici..."

26 FEBBRAIO 2018
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26 FEBBRAIO 2018
LOCARNO – Due frontalieri nel ruolo di caporeparto al San Carlo di Locarno, per di più senza il diploma DAS: al leghista Aron D’Errico la situazione non era per nulla piaciuta, anche per voci che gli erano giunte in merito al clima all’interno della struttura, e aveva perciò chiesto spiegazioni. Il Municipio ha confermato che i due non hanno il DAS ma che probabilmente ne entreranno in possesso a breve, soffermandosi con dovizia di particolari sulla loro scelta.

Inizialmente, viene chiarito come mai si siano scelti due frontalieri. Ad un concorso, hanno partecipato otto persone, di cui due svizzeri. Uno è stato assunto, mentre per l’altro le referenze negative hanno fatto preferire un no. Dunque, si sono svolti colloqui con la persona poi scelta e con altre tre, frontaliere. Quello infermieristico è un settore, sottolinea il Municipio, in cui il 50% del personale viene dall’Italia per una carenza svizzera.

Dunque, il frontaliere poi assunto ha ottenuto il punteggio più alto. Il suo curriculum parlava di esperienza presso le cure a domicilio, presso altre strutture per anziani ticinesi, da Mendrisio a Viganello, da Lugano a Locarno, oltre che italiane, e di conoscenze in settori specifici come il pronto soccorso e i servizi di cure intensive. Caratteristiche che hanno fatto optare per un’assunzione, egli è disponibile a frequentare il corso per ottenere il DAS e forse anche a trasferirsi in Ticino.

Per quanto concerne l’altro frontaliere, lavorava già al San Carlo e il suo passaggio di ruolo è stato effettuato “nell’ottica dello sviluppo del personale”. Il Municipio è chiaro: a settembre inizierà la formazione, e in caso di successo, il ruolo sarà confermato.

D’Errico aveva portato testimonianze di malumore fra il personale per le nomine e la sensazione di una precedenza agli amici degli amici. Non è stato negato un po’ di disagio, ma viene detto che due persone interne erano state promosse e poi sono state costrette a fare un passo indietro, creando qualche insoddisfazione. Ancora attualmente sono in corso colloqui per far avanzare dei dipendenti di ruolo.

Il San Carlo giudica comunque importante, fa notare ancora il Municipio, la formazione delle persone assunte, tanto da aver cercato di aiutare due collaboratrici che hanno lasciato il corso (viene smentito che sono state per questo declassate) e appunto lo farà svolgere, pagato, al nuovo assunto. I costi devono essere rimborsati solo in caso di scioglimento del contratto prima della scadenza dei cinque anni dalla fine del corso. 

Il leghista non è però soddisfatto appieno delle risposte, e fa notare che aveva chiesto solo dei due lavoratori frontalieri senza diploma, non dello svizzero assunto. 

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