CRONACA
"Come nelle peggiori dittature, e sotto gli occhi di benpensanti, avvocati e politici"
Il Collettivo R-Esistiamo prende posizione sulla serata al Palapenz. "Il moderatore Pedrazzini ha detto che questa non è democrazia"

CHIASSO – Torna a farsi sentire il Collettivo R-Esistiamo, dopo i fatti della serata al Palapenz. Lo scenario era un incontro informativo sul centro per asilanti di Balerna, è successo di tutto: basti pensare alle pesanti accuse dell’inviato del Forum Alternativo Ivan Miozzari, che vengono confermate sostanzialmente dal comunicato del Collettivo.

Il quale, con merende e incontri con richiedenti l’asilo, hanno visto le condizioni in cui si trovano coloro ai centri asilanti, e, ritenendole non soddisfacenti, hanno deciso di protestare. In modo pacifico, precisano. “Si stavano esprimendo opinioni. Nessuno di questo gruppo ha usato violenza Ma ognuno di noi “ha dato fastidio. Ha detto la verità” Il fastidio di sentirsi sbattere in faccia la falsità di ciò che si stava presentando: non un centro di accoglienza, ma un centro di segregazione e di detenzione. E mentre durante la serata, prendeva spazio il vero tema “la sicurezza (?!)” i cittadini che esprimevano con il loro pensiero il dissenso venivano attaccati con la violenza fisica (non verbale), non solo da altri cittadini, ma anche da chi di questa millantata sicurezza dovrebbe esserne garante: le forze di polizia”, si legge nella nota.

E poi il racconto della serata. “Il tutto sotto gli occhi di benpensanti giuristi, avvocati o persone che fanno della cosiddetta accoglienza la loro vita e dei nostri politici, Norman Gobbi e Paolo Beltraminelli. E così è stato possibile, che mentre una ragazza si alzava per contestare la politica razzista della Svizzera, un municipale di Coldrerio, signor Franco Crivelli (a capo del dicastero di Sicurezza Pubblica ?!) si è permesso di alzarsi, passare alle vie di fatto contro la ragazza e restare impunito all’interno del Palapenz, mentre la ragazza veniva portata fuori dai solerti poliziotti, che dovevano mantenere la “sicurezza”??”. Esattamente come nel racconto di Miozzari.

Non è finita. “E mentre uno ad uno ci si alzava per esprimere il pensiero del proprio dissenso, l’ordine che veniva impartito alle forze di polizia, (come nelle migliori dittature di questo mondo) è stato portare via in malo modo giornalisti che stavano riprendendo l’accaduto, ordinare alla televisione svizzera di non riprendere e portare via con la forza e la violenza le persone che si alzavano per manifestare la loro idea. Ad una ragazza sono stati tirati i capelli, le è stato dato un calcio ed è stata portata fuori a testa in giù da numerosi poliziotti, incuranti del fatto che la gonna le si era abbassata e sempre e solo perché si era alzata per manifestare il proprio pensiero”.

Viene lodato Luigi Pedrazzini, moderatore della serata, che avrebbe detto: "questa non è democrazia, si qualificano con le loro azioni".

Infine, un pensiero ai richiedenti l’asilo e alla loro situazione (un’altra volta, parole quasi speculari a quelle rilasciate al nostro portale da Miozzari): “Abbiamo provato sulla nostra pelle, che chi esprime dissenso sulla politica migratoria e razzista non ha dignità. E se non l’abbiamo noi che siamo cittadini svizzeri, come si può immaginare ce l’abbiano le persone che richiedono asilo, considerati a tutti gli effetti di serie B”.

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