POLITICA
Il racconto-shock, "portato fuori, ammanettato, preso per la gola e bullizzato da poliziotti"
Ivan Miozzari, che era alla riunione sul centro Pasture per Forum Alternativo: "se fanno questo a me, svizzero, si figuri coi migranti!"

CHIASSO – Una serata da incubo, se ne è parlato. È quella dell’altra sera, quando al Palapenz andava in scena la serata informativa sul nuovo centro Pasture. Ivan Miozzari era lì per documentare per il sito del Forum Alternativo cosa sarebbe stato detto. E sul sito ha raccontato di chi voleva impedirgli di riprendere la sala, e di una ragazza portata fuori a forza. Poi ha interrotto la narrazione. A noi in esclusiva ha raccontato cosa è successo, una scena da incubo che lo tormenta.

Lei parlava di una ragazza portata fuori dalla sala con violenza. Perché?
“Lei si è alzata, in un’azione di protesta, leggendo un comunicato che parlava della politica razzista della Svizzera nei confronti dei migranti: in effetti, non si parlava di loro ma di quanti soldi si possono guadagnare. Il pubblico si è inferocito, la platea che ad occhio era composta per la amggior aprte di leghisti del Mendrisiotto, più altri cittadini preoccupati per il centro. È avvenuta un’aggressione da parte del Municipale di Coldrerio, tra l’altro titolare del Dicastero di Sicurezza pubblica, leghista, a questa ragazza. Il “signore”, detto tra virgolette, l’ha picchiata sul braccio per farle cadere i fogli, insultandola. La Polizia l’ha presa di forza, facendola uscire, mentre lui si è riseduto soddisfatto. È violenza su una donna!”

A quel punto è intervenuto?
“Ho chiesto al poliziotto di fare qualcosa: allora mi hanno preso e portato fuori, o meglio trascinato fuori. Mentre gli altri relatori cercavano di portare avanti la discussione, a turno dei cittadini si alzavano a dire la loro e veniva mandati fuori. Erano ragazzi del Collettivi R-Esistiamo. Oltre all’intimidazione a chi voleva informare, oltre a me il fotografo di Ti-Press, sono cominciate le violenze della Polizia fuori”.

Ovvero, cosa è accaduto?
“Sono in discussione con gli avvocati, posso dire che gli agenti si sono comportati al di fuori del loro mandato. Hanno usato l’occasione, probabilmente, per sfogare frustrazioni personali. In particolare una ragazza del collettivo è stata portata fuori in modo violento, la tiravano da destra e da sinistra e lei aveva dolore, al che sono intervenuto per chiedere di fare con calma. Da lì mi sono saltati addosso, mi hanno ammanettato e sbattuto contro il muro facendomi male, nonostante dicessi che mi sarei lasciato ammanettare. Poco prima un altro poliziotto aveva commesso un atto di bullismo contro di me, non posso specificare cosa”.

È stato portato in centrale?
“Non c’era nessun reato o motivo di fermo. Mi hanno portato dietro al Palapenz, al buio, per dirmi in modo più pacato che a loro dispiaceva, che stavano eseguendo gli ordini e che io a cinquant’anni non devo comportarmi così: ma così come? Mi hanno vietato di entrare. Volevo però riavere la mia attrezzatura, un poliziotto mi ha aggredito fisicamente, mi ha fatto male. Mi ha preso per la gola sollevandomi e spingendomi, mi ha anche minacciato e voleva ancora picchiarmi. Non è lo stesso dell’atto di bullismo, dunque non è stato uno solo, è un andazzo. Ho chiesto ai colleghi, che l’hanno portato via, di identificarlo, non l’hanno fatto. Non so chi sia, non lo saprò mai. Non saprei neppure dirle se è della Cantonale o della Comunale, aveva le mostrine sul petto che si è tolto per dirmi di farmi sotto, che non agiva più come poliziotto.”

Come si sente?
“Sto male, sono agitato, non riesco a calmarmi, non so se si tratta di shock. Non mi era mai successo qualcosa del genere, non me l’aspettavo, non riesco a capire. In me ci sono indignazione, assoluta: non sono tollerabili in un paese democratico che in una serata pubblica non si possa informare il pubblico e la violenza della Polizia. È inaccettabile, non può esistere. Non siamo nel Cile degli anni Settanta. Pensi che parlando con i ragazzi di R-Esistiamo ho raccolto testimonianze da migranti, ho sentito storie terribili sul comportamento della Polizia. Prendevo il tutto con le pinze, pensando che si esagerasse essendo coinvolti. Adesso non ho più dubbi. Se un cittadino svizzero con tutti i diritti come me viene trattato così, si figuri cosa succede a una persona che non è nessuno, non ha diritti, non ha voce. Le cose sono terribili, ne sono certo”.

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