CRONACA
A maggio in Svizzera sarà affetta da Coronavirus una persona su dieci. E il focolaio europeo è partito dalla Germania
L'epidemiologo Marcel Salathé del Politecnico federale di Losanna (EPFL) è convinto che praticamente nessuno riuscirà a non avere contatti col virus. Secondo altri esperti, il contagio europeo non è cominciato in Italia

LOSANNA – Difficilmente ci saranno persone in Svizzera che non avranno contatti col Coronavirus. Le decisamente allarmanti parole arrivano dall’epidemiologo Marcel Salathé del Politecnico federale di Losanna (EPFL).

Secondo le sue stime, entro la fine di maggio una persona su dieci in Svizzera dovrebbe essere infettata dal virus e i posti letto negli ospedali dovrebbero essere occupati soprattutto dai contagiati. Il problema è cercare di rallentare l’epidemia e non sovraccaricare il sistema sanitario. A quel punto però sarebbe stato raggiunto l’apice, comunque lo scenario peggiore che si augura di evitare.

L’esperto nega che sia un’influenza come le altre, dato che la mortalità è dieci volte superiore e non esistono cure o vaccini. 

L’UE per Salathé deve agire come un fronte unito, perché misure rigide di contenimento come quelle della Cina sono possibili principalmente in paesi che hanno regimi autoritari, appunto come lo stato cinese. E quelle in Svizzera sono destinate a inasprirsi, a suo parere.

Intanto, diversi esperti hanno smentito che il focolaio europeo sia stata l’Italia. “Quello che sappiamoè che il nuovo coronavirus è arrivato in Europa dalla Cina probabilmente in gennaio, portato da centinaia di persone”, ha detto la virologa Ilaria Capua, direttrice del centro «One Health» dell’università della Florida. “L’Europa si comporta come un’area unica. È probabile una massa critica di persone con il virus arrivata in Europa abbia contribuito a diffonderlo. Non è stata soltanto l’Italia a fare da cassa di amplificazione”. 

Per contro, la mappa genetica pubblicata sul sito Nextstrain, fondato e diretto dal gruppo guidato da Trevor Bedford, del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle spiega come il primo focolaio europeo sia stato in Germania. Un uomo di Monaco aveva mostrato sintomi il 24 gennaio, aveva contratto il Coronavirus da una collega proveniente da Shangai ed aveva poi infettato diversi dipendenti dell’azienda dove lavora, che è stata chiusa tempestivamente. Il virus ormai si era diffuso, propagandosi poi in Europa.

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