CRONACA
Hanno attraversato il confine a piedi, con le valigie, come nei film. Ma alla fine sono potuti tornare a casa
Padre e figlio siciliani, ospiti in Ticino di parenti, erano rimasti 'bloccati' nel nostro Paese. Grazie all'agenzia che li segue, dopo vari voli annullati, sono riusciti a partire da Linate. E il taxi ha dovuto attenderli in Italia...

ITALIA – Erano le 21 quando finalmente, dopo un viaggio odissea, il protagonista della nostra vicenda può telefonare alla sorella in Ticino dicendole che lui e il figlio hanno appena varcato la soglia della loro casa siciliana. 

Tutto è bene quel che finisce bene, anche se viaggiare ai tempi del Coronavirus è tutt’altro che semplice. Sono tornati a casa padre e figlio siciliani, di cui avevamo raccontato (vedi correlati), rimasti ‘bloccati’ in Svizzera dove erano venuti a trovare dei parenti. Entrambi necessitano, tra l’altro, di medicamenti che si trovano solo in Italia e ne avevano portati in numero contato.
La chiusura prima della Lombardia e poi dell’Italia intera li aveva colti di sorpresa. 

Il desiderio era però di tornare a casa. L’agenzia a cui si è rivolta la famiglia dapprima ha trovato una soluzione partendo da Zurigo. I due erano pronti, valigie alla mano, quando è arrivata la telefonata: volo annullato. Quando hanno ricevuto la comunicazione, mancava un’ora alla partenza.

E dunque? L’agenzia stessa, tramite una piattaforma che non è accessibile al pubblico normale, ha reperito un altro volo, da Linate. Per togliersi i dubbi, si è contattato l’aeroporto, per capire se l’aereo sarebbe partito. La polizia aeroportuale ha dato il via libera.

Per arrivare sino a Linate, l’agenzia ha organizzato un taxi. Il problema era che esso, vuoto, non poteva entrare in Svizzera, mentre la sorella (e zia) dei due non poteva portali in Italia. Alla fine, come nei film, li ha accompagnati a Chiasso, a pochi metri dalla dogana, li ha salutati, e loro hanno attraversato il confine a piedi, con una scena quasi surreale, con le valigie in mano, prima di poter salire sul taxi.

Da lì, a Linate e poi a casa. Non hanno avuto bisogno di alcun permesso speciale perché ciascuno deve poter tornare al proprio domicilio, anche in caso si decidesse, più in là, di chiudere davvero le frontiere e al momento anche nei paesi in cui esse sono realmente chiuse.

Correlati

CRONACA

Bloccati in Svizzera. L'incredibile vicenda di padre e figlio in visita ai parenti ticinesi

12 MARZO 2020
CRONACA

Bloccati in Svizzera. L'incredibile vicenda di padre e figlio in visita ai parenti ticinesi

12 MARZO 2020
Potrebbe interessarti anche

CRONACA

Adriatico con poca gente, Marche deserte, qualcosa in più al sud con chi torna a casa. "Il turismo in Italia è spianato"

CRONACA

Polemica al confine. "Riaprite i valichi. Ci ho messo tre ore per tornare a casa"

POLITICA

"Il permesso G garantisce l'immunità dal virus? E scommettiamo che Berna sposterà il confine della Svizzera al Gottardo?"

TRIBUNA LIBERA

Coronavirus, Quadri: "Siamo gli unici a non prendere provvedimenti al confine"

CRONACA

Svizzera e Italia, agiamo insieme! Al via i pattugliamenti congiunti sulla fascia di confine

POLITICA

La deputata italiana: "I rapporti col Ticino sono difficili. Non con la Svizzera, col Ticino"

In Vetrina

IN VETRINA

Intrappolati nella rete: la dipendenza da internet e le sue insidie

04 APRILE 2025
IN VETRINA

Cieslakiewicz, l'anno d'oro di BancaStato e il commosso 'Grazie!' a Bernardino Bulla

14 MARZO 2025
IN VETRINA

Innovative, di design e ecosostenibili: ecco le superfici su misura firmate Gehri Rivestimenti

13 MARZO 2025
IN VETRINA

Tennis, attenzione agli infortuni: traumi acuti e da sovraccarico sotto la lente

12 MARZO 2025
IN VETRINA

Alla TIGEL una giornata all'insegna del Gusto. E il "Master Chef" del gelato

05 MARZO 2025
IN VETRINA

Linfedema e lipedema: patologie ancora sottovalutate. “La diagnosi tardiva è la vera barriera da superare”

25 FEBBRAIO 2025