CRONACA
"Discoteche chiuse, ce lo potevamo aspettare, ma aiutateci". "Un secondo lockdown avrebbe effetti irreparabili"
Michael Lämmler e Massimo Suter commentano le decisioni odierne del Governo. "Ci preoccupa l'inverno, quando i clienti non potranno più stare fuori: avevamo chiesto facilitazioni per terrazze riscaldate e gazebi"

BELLINZONA - Solo consumazioni da seduti, tracciabilità di chi è stato all'interno del ristorante, mascherine (e non visiere) per i dipendenti, di cui bisognerà fornire al Governo, in caso di necessità, il piano di lavoro. Le nuove misure enunciate dal Consiglio di Stato toccano in particolare modo la ristorazione ma sostanzialmente cambiano poco rispetto a quanto già si stava attuando, sottolinea GastroTicino.

Diverso è il discorso per le discoteche e i locali notturni, che dovranno chiudere: “È una
decisione che ci si poteva aspettare, visto quando accaduto in realtà simili alla nostra. Ed è sempre con senso di grande responsabilità", spiega Michael Lämmler, membro di CdA di GastroTicino, professionista specializzato nel settore dei grandi locali, degli eventi e dell’intrattenimento , "che ne prendiamo atto".

Ma si chiede aiuto: "Come imprenditori del settore faremo come sempre la nostra parte, ma lanciamo un appello alle autorità cantonali e federali affinché prevedano al più presto aiuti economici, così da scongiurare pesantissime ripercussioni economiche che provocherebbero anche gravi danni a livello del tempo libero delle persone e dell’offerta turistica regionale”.

Anche il settore della ristorazione vorrebbe degli aiuti, in particolare in vista dei mesi invernali. 
"GastroTicino non nasconde la propria preoccupazione per il futuro del settore nei mesi invernali, quando non sarà più possibile ospitare i clienti all’aria aperta. Per questo motivo il 2 settembre ha invitato il Cantone e i Comuni a valutare  la possibilità di poter concedere facilitazioni per arredare e riscaldare le terrazze esterne o gli spazi sul suolo pubblico con tende, gazebi chiusi e altre strutture simili", si legge in una nota.

Uno degli obiettivi del settore è trasmettere fiducia nella popolazione. 

“Come negli scorsi mesi", ribadisce Massimo Suter, presidente cantonale di GastroTicino e vicepresidente di GastroSuisse, "continueremo ad affrontare questa drammatica situazione di incertezza in modo coscienzioso e responsabile, consapevoli che il nostro comportamento ha avuto e avrà un forte impatto nel combattere la diffusione del Coronavirus. Grazie al continuo contatto con le autorità e l’intenso lavoro a livello federale e cantonale, è stato possibile da una parte introdurre aiuti mirati che hanno permesso la sopravvivenza di molte nostre aziende, e dall’altra di adottare misure che non fossero talmente proibitive da condizionare in modo pesante la gestione ordinaria di bar e ristoranti".

"Anche le misure decise oggi, non modificano in modo sostanziale quanto già il nostro settore era tenuto a mettere in pratica: ricordiamo solo l’obbligo di stare seduti per la clientela e di fornire il nominativo per ogni tavolo", prosegue. "Faremo di tutto per collaborare con le autorità, così da evitare un secondo lockdown che avrebbe effetti devastanti e irreparabili sul nostro settore”.

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