CRONACA
Lui in pensione, per lei 50enne il lavoro non c'è più. "Siamo stati costretti a emigrare in Spagna".
Una coppia si è appena trasferita a Javea. "Ci autoconvinciamo che la scelta è stata nostra, che è quello che desideravamo, eppure.... abbiamo dovuto perchè non potevamo più pagare le fatture. La Svizzera non ci protegge".

JAVEA – Al loro arrivo in Spagna li ha accolti il sole, regalando due giornate estive, quasi come se la loro nuova terra volesse dare il benvenuto. Due coniugi ticinesi (nomi noti alla redazione) hanno cominciato una nuova vita, con una casa a Javea a fianco degli amici ticinesi che si sono trasferiti qui qualche tempo fa e che erano venuti a trovare, innamorandosi del luogo.

Ma la gioia di un nuovo percorso è nel loro caso mista all’amarezza. Ce lo racconta lei, L., con la commozione nella voce, non solo pensando ai parenti lasciati in Ticino. “Ovviamente tornerò a trovarli, a trascorrere qualche tempo con loro però adesso la mia realtà è qui in Spagna”. Una decisione arrivata in fretta e non come avrebbero voluto.

“Amiamo il sole e il caldo, avevamo il sogno di passarvi un paio di mesi d’inverno, quando saremmo stati in pensione”, prosegue il suo racconto. Il marito, R., ci è andato pochi mesi fa ma lei avrebbe desiderato proseguire a lavorare ancora qualche anno.

“Lavoravo da tantissimi anni nello stesso posto, purtroppo negli ultimi 5 anni circa tutto è peggiorato”, ci spiega. “In poco tempo mi sono ritrovata a lavorare le stesse ore guadagnando la metà, per vari cambi di ruolo e perdita di responsabilità. Venivano assunti sempre più frontalieri. E nell’ultimo periodo ho vissuto una realtà difficile, finchè mi è stato detto che per me non c’era più posto: una cosa che mi ha spaccato dentro”.

L. soffriva ad andare al lavoro così, sapendo che lo avrebbe perso da un momento all’altro. “Mio marito non ne poteva più di vedermi star male e mi ha chiesto di lasciare io. E quindi è arrivata la decisione, a giugno, di trasferirci”.

Via Facetime hanno acquistato una casa vicina a quella dei loro amici. “Abbiamo dovuto fare tutto in fretta perché non potevamo più permetterci la vita in Svizzera”, è la sua verità. “Cerchiamo di convincerci di aver deciso perché lo volevamo, perché amiamo il caldo e il mare, ma in realtà siamo stati anche costretti. Ci ha obbligati chi mi ha fatto capire che un lavoro per me non c’era più”.

Alla sua età, trovarne un altro è difficilissimo. “La Svizzera non protegge a sufficienza cittadini come noi che arrivati oltre i 50 anni non riescono a pagare le fatture”, accusa. “Bisogna farlo sapere: sempre più gente è costretta ad andarsene, come noi, perché non ha altra scelta. Certo, ci diciamo che era quello che desideravamo…”. Ma L. e R. sanno che non è così. Forse l’avrebbero fatto comunque, però fra qualche anno, con tempi e modalità diverse.

Paola Bernasconi

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