CRONACA
Carovita, l’allarme di Soccorso d’Inverno: i nuovi poveri in Ticino sono del ceto medio
In aumento le richieste di aiuto che giungono all’associazione, e che provengono da una nuova fascia sociale: le persone a medio reddito. La direttrice Manuela Nuenlist: “I prezzi aumentano, ma i salari non vanno di pari passo” 
TiPress/Carlo Reguzzi

LUGANO - Persone del ceto medio che sono sempre riuscite a far fronte a tutte le spese, e ora si trovano in difficoltà e non arrivano più alla fine del mese. Sono i nuovi poveri del Ticino. L’allarme proviene dalla sede cantonale dell’associazione Soccorso d’Inverno, attraverso la sua direttrice Manuela Nuelist, intervistata da TicinoNews.

Le richieste d’aiuto sono in continuo aumento: “Solo in questi ultimi tre mesi, abbiamo registrato 40 domande in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”, ha dichiarato Nuenlist. “Effettivamente tutti questi rincari stanno creando disagi alla popolazione”.
Soccorso d’Inverno, in un trimestre, ha elargito aiuti per oltre 150.000 franchi e sta riscontrando una crescita esponenziale  del numero di richieste: si sta formando una nuova fascia di povertà, quella del ceto medio. 

La causa principale sono i salari, che non vanno di pari passo con l’aumento dei prezzi. “Tutto aumenta, ma non il salario, e la gente ha difficoltà a pagare tutte le spese, o perlomeno quelle correnti mensili”, rimarca la direttrice. “Ci sono piccoli imprenditori che hanno subito delle grandi perdite durante la pandemia. Alcuni hanno chiuso o diminuito la propria attività e stanno cercando di uscire da questa situazione. Altre persone che prima con salari mediocri riuscivano ad arrivare alla fine del mese, ora non ce la fanno più. Si è dunque creata una nuova fascia di povertà”.

 


Persone del ceto medio che sono sempre riuscite a far fronte a tutte le spese e ora si trovano in difficoltà e non arrivano più alla fine del mese. Sono i nuovi poveri del Ticino. L’allarme proviene dall’associazione Soccorso d’Inverno Ticino, che attraverso la sua direttrice Manuela Nuelist fa sapere a TicinoNews che le richieste d’aiuto sono in continuo aumento. 

“Solo in questi ultimi tre mesi, abbiamo registrato 40 domande in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”, ha dichiarato Nuenlist. “Effettivamente tutti questi rincari stanno creando disagi alla popolazione”.

 


Soccorso d’Inverno, in soli tre mesi, ha elargito aiuti per oltre 150.000 franchi e sta riscontrando una crescita esponenziale  del numero di richieste: si sta formando una nuova fascia di povertà, quella del ceto medio. 

 


La causa principale sono i salari, che non vanno di pari passo con l’aumento dei prezzi. “Tutto aumenta, ma non il salario, e la gente ha difficoltà a pagare tutte le spese, o perlomeno quelle correnti mensili”, rimarca la direttrice. “Ci sono piccoli imprenditori che hanno subito delle grandi perdite durante la pandemia. Alcuni hanno chiuso o diminuito la propria attività e stanno cercando di uscire da questa situazione. Altre persone che prima con salari mediocri riuscivano ad arrivare alla fine del mese, ora non ce la fanno più. Si è dunque creata una nuova fascia di povertà”.

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