CRONACA
Vita da frontalieri… “al contrario”
Esplode il numero dei residenti che si trasferiscono in Italia e continuano a lavorare in Svizzera. Secondo uno studio dell'ufficio di statistica, sono passati da 800 nel 2013 a 1200 nel 2019
TiPress/Davide Agosta

LUGANO - È un dato destinato a far discutere quello che emerge da uno studio dell’ufficio di statistica. In Ticino nel 2019 sono state più le persone da residenti a diventare frontalieri che viceversa. Lo scrive la RSI, anticipando i risultati della ricerca, la prima dedicata a questo fenomeno che tiene in considerazione gli anni dal 2013 al 2019. 

Nel dettaglio: i residenti divenuti frontalieri, in pochi anni, sono passati dagli 800 del 2013 ai 1'200 del 2019. Di questi nel 2013 erano 300 con il passaporto svizzero, mentre nel 2019 sono diventati 350.  

“Nel 2019 sono di più le persone che da residenti diventano frontalieri, rispetto alle persone che da frontalieri diventano residenti”, ha commentato alla RSI Francesco Giudici, responsabile del settore società all'Ufficio di statistica. Per spiegare il fenomeno, argomenta Giudici,  “abbiamo fatto alcune ipotesi. Una di queste è sicuramente il minor costo della vita in Italia, legato al fatto che, ad esempio, non vi è l'obbligo di pagare una cassa malati. E abbiamo pensato anche all'acquisto di una casa. È più facile accedere al mercato in Italia, rispetto al Ticino".

L’esperto traccia pure un profilo dei “nuovi” frontalieri: ”Tra le persone che, da residenti sono divenute frontaliere,  c'è stato un aumento soprattutto degli stranieri con più di 40 anni, ma soprattutto ex residenti nel Mendrisiotto. Si può ipotizzare che si tratta di persone arrivate in Ticino, quindi residenti, ma che sono rimaste straniere, quindi non hanno richiesto la nazionalità. E il dato che può far pensare che sia un ritorno è il fatto che sono persone con più di 40 anni, quindi si può ipotizzare che, dopo una prima esperienza lavorativa, hanno deciso di ritornare in Italia di nuovo anche lì, ipotizzando, che è più facile comprare una prima casa al momento che si mette su famiglia".

La testimonianza: "Da frontaliera mi è cambiata la vita"
La RSI ha anche raccolto la testimonianza di una ticinese di Arbedo, che ha deciso di diventare frontaliera: “A livello economico è cambiato tutto. Praticamente ho cambiato vita. Prima non riuscivo a mettere via niente e quel qualcosa che mettevo via, poi lo usavo per pagare le imposte. In percentuale riesco a mettere via quasi il 50% del mio stipendio. Non tutti i mesi, però sì. E le spese sono diminuite anche del 70-80%. Già solo togliendo la cassa malati è tantissimo. Mi ha permesso di comprare casa, cosa che finché vivevo in Svizzera non sarei mai riuscita a fare”.

“O forse - prosegue la ragazza - ci sarei riuscita a 60 anni, grazie al secondo pilastro. Sapendo quanto hanno pagato degli appartamenti, persone che conosco, più o meno della stessa grandezza e sapendo quello che l'abbiamo pagato noi, direi un quarto, forse un terzo del prezzo che si paga in Svizzera. Secondo me la gente se ne va per questioni economiche, perché è difficilissimo poter vivere in Svizzera con gli stipendi ticinesi”.

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