CRONACA
"Vogliamo giustizia per la nostra piccola Luna". Parla la proprietaria del cagnolino ucciso da un pitbull: "Mia figlia non si dà pace..."
Dopo l'aggressione di venerdì a Locano "nessuno ci ha chiesto scusa per quanto è successo. Nessuno si è più fatto sentire"

LOCARNO - “Vogliamo giustizia per la nostra piccola Luna. Non ce l’ho con il cane e non voglio che paghi con la vita per quanto successo. Né tanto meno punto il dito contro la razza. Il pitbull non ha nessuna colpa. La colpa è di chi doveva occuparsi di lui e non l’ha fatto”. Save Goceva, la proprietaria del cagnolino azzannato a morte venerdì scorso a Locarno (LEGGI QUI), sfoga la sua rabbia a il suo dolore in un’intervista pubblicata oggi da LaRegione.

“Gli accorgimenti per evitare quanto successo c’erano e sono noti a tutti i detentori di cani, eppure la signora ha scelto di non seguirli. Questo è grave e a rimetterci è stata la mia Luna ma se al suo posto ci fosse stato un bambino, visto che siamo nei pressi di una scuola? Non voglio nemmeno pensarci”.

La donna racconta che sua figlia non si dà pace: “Mamma, è colpa mia. Non sono riuscita a salvare Luna”, continua a ripetere. “Era da poco passato mezzogiorno – prosegue la donna -. Ero rincasata per preparare il pranzo mentre Sara, mia figlia, era scesa col cane. Un giro veloce, giusto per far fare la pipì a Luna e poi ritornar su”.

Sara e la cagnolina erano sotto casa quando all’improvviso si sono viste correre incontro un pitbull, che non era al guinzaglio... Il cane si è fermato, ha annusato velocemente Luna, un meticcio incrociato con un volpino, e poi l’ha aggredita azzannandola al collo. “Sono subito corsa fuori. Ci è voluto un po’ prima che l’altro cane si staccasse da lei – aggiunge Save -. Dopo averla presa per il collo non l’ha più lasciata andare. Abbiamo chiamato il veterinario di picchetto, il signor Bruno Buzzini (municipale di Locarno, presente in quel momento ndr) ha chiamato la polizia. Ma per Luna non c’è stato nulla da fare. Ci è morta fra le braccia”.

Non è tutto. “Quando siamo andate in gendarmeria per redigere il verbale – aggiunge Save - abbiamo scoperto che la donna che era in quel momento con il pitbull non era la proprietaria, ma sua zia”. E né lei, né la padrona del pitbull “ci hanno chiesto scusa per quanto successo. Non si sono più fatte sentire”.

Luna “era dolcissima – conclude commossa la donna -. Amava stare coi bambini e ci faceva le feste quando tornavamo a casa. Era ben voluta da tutti nel palazzo. Eravamo come i tre moschettieri, sempre insieme: io, mia figlia e la nostra cagnolina. Sono adulta, riesco a metabolizzare. Sara invece è a pezzi. Ho dovuto subito togliere cuccia e ciotole perché la vista per lei era troppo dolorosa. Avevano un legame speciale e ora, mi dice, è come se le avessero staccato un braccio. Si sente vuota. Si sente terribilmente sola”.

 

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