POLITICA
Il PPD a fianco degli automobilisti, "non sono un bancomat, si calcoli in modo diverso l'imposta di circolazione"
I pipidini propongono una nuova formula di calcolo, che tenga conto solo della CO2 emessa. E, eventualmente, chiede che venga restituito quanto pagato in più nel 2017
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All'attacco dell'aumento dell'imposta di circolazione: petizione, mozione (per ora bloccata) e possibile referendum

13 FEBBRAIO 2017
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All'attacco dell'aumento dell'imposta di circolazione: petizione, mozione (per ora bloccata) e possibile referendum

13 FEBBRAIO 2017
BELLINZONA – “Gli automobilisti non sono bancomat”, è il titolo, eloquente, che il PPD ha voluto dare alla sua iniziativa presentata in mattinata, per cui partirà la raccolta firme, per cambiare il sistema di calcolo che va a stabilire l’ammontare dell’imposta di circolazione.

“Perché in Ticino dobbiamo pagare molto di più che nel resto della Svizzera ? Ad inizio marzo l'avevamo promesso. Ecco qui, ha postato, soddisfatto, il presidente pipidino Fiorenzo Dadò.

I popolari democratici vogliono dunque modificare il sistema di calcolo dell’imposta di circolazione: attualmente si tiene conto del peso, della potenza e delle emissioni di CO2 causate dal veicolo, un sistema complicato e che, sostengono, porta a pagare molto di più rispetto al resto della Svizzera.

Dunque, il testo prevede un nuovo sistema di calcolo, basato unicamente sulla CO2 emessa della vettura.

Quest’anno, il Consiglio di Stato, nell’ambito della manovra finanziaria, aveva modificato le tasse. E il PPD chiede che, se il nuovo metodo di calcolo venisse approvato, agli automobilisti sia restituito quanto hanno pagato in eccesso. Ovvero, secondo i calcoli, 30 milioni, che verrebbero ridati sotto forma di sconto nella prossima imposta. Sempre, ovviamente, che l’iniziativa passi: sarebbero comunque, secondo il vicepresidente Passalia, circa il 75% degli automobilisti a pagare di meno.

“Non si può andare a pescare nelle tasche dei cittadini ogni volta che si hanno ristrettezze finanziarie”, ha tuonato Dadò, ricordando che secondo il suo partito dovrebbe essere il Gran Consiglio a decidere sugli aumenti, e non il Governo.

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