“Ho sempre detto che il PLR ha delle personalità molto valide, sia in Ticino e a maggior ragione sul piano nazionale. Sarà una scelta vera, una lotta vera. Non ci sono candidati di facciata. Tutti coloro che sono scesi in campo hanno personalità forti, anche se non spetta a me giudicare chi è migliore. Credo comunque che Ignazio Cassis sia il candidato migliore per la nostra valutazione, secondo il profilo indicato dal partito svizzero. Crediamo abbia intatte le proprie chances, avendo dimostrato due qualità fondamentali per la politica svizzera. Da un lato, il fatto di ricercare la concordanza, un valore fondamentale della Svizzera. Maudet si presenta come se fosse a una campagna presidenziale, parlando di priorità del Governo. Calma, non è Macron, non siamo in Francia, non siamo in Italia, non c’è un Primo Ministro bensì un gruppo di sette che deve agire secondo la concordanza, che ha fatto la forza del nostro paese. Cassis l’ha dimostrato nella difficile e delicata gestione del gruppo parlamentare, dove ci sono personalità molto forti e la disciplina di partito non è scontata. D’altro canto, ha mostrato la capacità, una volta presa una decisione, di difenderla con determinazione, chiarezza e grande lucidità, anche quando erano scomode o contrarie al parere del Consiglio Federale. Credo siano due caratteristiche molto importanti! La Svizzera è una Willensnaton, ovvero si basa sulla volontà dei cantoni di stare assieme, che va sempre rinnovata. È per questo che è importante che la Svizzera Italiana sia rappresentata, se c’è stato un dibattito importante che ha cambiato la costituzione, con il capoverso 4 dell’articolo 175, non è avvenuto solo perché mancava un capoverso ma per un motivo culturale e importante. Non si parla solo di un cantone, c’è un’italianità nella Svizzera: ci sono più cittadini di cultura italiana che vivono al di là del Gottardo di quanti ce ne sono in Ticino, ed è importante. Poi è ovvio che un Ministro ticinese non deve fare politica regionale, ma è lì per rappresentare una sensibilità”.