POLITICA
In 20 anni, 2 milioni di franchi per le pensioni di dieci ex Ministri. L'MPS torna alla carica, "restituitele, e con voi anche i cinque attualmente in carica e Pesenti... Abusi finiti? Non lo sappiamo"
Pronzini torna alla carica e chiede che il Gran Consiglio si attivi per chiedere a dieci ex Consiglieri di Stato quanto incassato dal 1988 ad oggi, e precisa perché a suo avviso il supplemento sostitutivo AVS è illegale. "Governo con atteggiamento poco onorevole e di basso livello, scarica la responsabilità al Parlamento"
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"Un altro ambito dove il comportamento superficiale e omissivo del Governo si configura come negligente?". Ed ecco di nuovo Pronzini, questa volta sulle pensioni dei Ministri

20 MARZO 2018
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"Un altro ambito dove il comportamento superficiale e omissivo del Governo si configura come negligente?". Ed ecco di nuovo Pronzini, questa volta sulle pensioni dei Ministri

20 MARZO 2018
BELLINZONA – Matteo Pronzini torna alla carica sulle pensioni degli ex Ministri. In un lungo e articolato documento, chiede “al Gran Consiglio di far valere nelle sedi opportune la seguente pretesa di risarcimento” verso ex Consiglieri di Stato, visto che a suo avviso “è dovere del Legislativo ripristinare la legalità in materia di attuazione del regime pensionistico dei Consiglieri di Stato. L’unico strumento democratico che rimane a disposizione del Gran Consiglio per ottenere dal Governo il rispetto della legalità, come viene richiesto ad ogni cittadino e istituzione di questo Cantone, è procedere al voto di una pretesa di risarcimento ai sensi dell’art. 20 cpv.2 lett. a) della Legge sulla responsabilità degli enti pubblici e degli agenti pubblici. Si tratta di una questione non solo di legalità, ma anche di credibilità delle istituzioni democratiche che riveste inoltre un marcato aspetto etico per i cittadini e l’opinione pubblica”.

Pronzini spiega con dovizia di particolari la sua posizione, già nota e che riassumiamo. Non è legale, a suo avviso, ed è emerso con rimborsopoli, che un gruppo possa decidere autonomamente per quanto concerne questioni economiche che lo riguardino (in questo caso, quanto assegnarsi di pensione). A suo avviso, inoltre, parte della cifra ricevuta con le pensioni dagli ex Ministri è illegale: “accanto alla pensione definita nella Legge sull’onorario e sulle previdenze a favore dei membri del Consiglio di Stato del 19 dicembre 1963 hanno beneficiato e beneficiano di un’ulteriore illegale rendita annua di fr. 22'560 (supplemento sostitutivo AVS/AI). Rendita applicata agli ex Consiglieri di Stato sulla base di un’interpretazione indifendibile di detta legge”, scrive.

E riporta le cifre: negli ultimi 20 anni, 382'818 franchi per Rossano Bervini, 141'840 franchi per Gabriele Gendotti, 213'120 franchi per Marina Masoni, 131'840 franchi per Luigi Pedrazzini, 364'416 franchi per Alex Pedrazzini, 100'560 per Marco Borradori, 181'938 franchi per Fulvio Caccia, 243'858 franchi per Dick Marty, 233'538 franchi per Renzo Respini e 56'400 franchi per Laura Sadis, per un totale di 2'060'328 franchi. L’MPS ha chiesto a ciascuno di loro se avessero effettivamente ricevuto la somma, e riporta come solo una ex Consigliera di Stato lo abbia fatto.

“La competenza di determinare gli onorari e le indennità dei Consiglieri di Stato è esclusivamente del Gran Consiglio”, prosegue, asserendo che “il Consiglio di Stato, con un atteggiamento poco onorevole e di basso livello, scarica la responsabilità sul Gran Consiglio: quest’ultimo sarebbe stato al corrente della rendita di pensione illegale. Che il Gran Consiglio, la Commmissione della Gestione e delle Finanze e l’Ufficio Presidenziale, svolgano con leggerezza e superficialità il loro ruolo di “alta vigilanza” sull’Esecutivo è pacifico! A più riprese l’MPS ha denunciato la sudditanza del Legislativo verso l’Esecutivo. Tuttavia anche se il Gran Consiglio fosse stato in un modo o nell’altro informato del versamento ciò non modificherebbe di un centimetro l’illegalità dello stesso. Illegale era ed illegale rimane”.

Tutte argomentazioni già portate in Gran Consiglio, insomma. La novità è la precisione con cui viene indicato perchè i 22mila franchi annui di supplemento sostitutivo AVS sia illegale, ovvero che “ammonta all’80% della rendita massima AVS, a condizione che il dipendente abbia almeno 35 anni di servizio. In caso contrario il supplemento sostitutivo viene ridotto proporzionalmente. Come ovvio che sia, prima dei 58 anni nessuno matura un diritto al supplemento sostitutivo AVS ed in tutti i casi la premessa per poter incassare la somma piena di fr. 22'560 è di avere almeno 35 anni di servizio. Anche ammesso e non concesso il diritto – invero assolutamente inesistente - a tale rendita transitoria per gli ex Consiglieri di Stato, non vi è nessun ex Consigliere di Stato che abbia cessato la carica avendo almeno 58 anni di età al momento dell’evento e 35 anni di contribuzione”.

L’MPS non è neppure convinto che non vi siano altri abusi, come li definisce, da parte del Consiglio di Stato. Ma in questo caso, ritiene che far sì che il Gran Consiglio chieda ai dieci ex “di risarcire al Cantone il contributo sostitutivo AVS percepito dal 1998 ad oggi così come ogni altro indebito vantaggio pecuniario o in natura, tuttora da quantificare, non previsto dalla Legge sull’onorario e sulle previdenze a favore dei membri del Consiglio di Stato in materia di pensioni. Tale richiesta ad eccezione del contributo sostitutivo AVS, deve essere estesa agli attuali Consiglieri di Stato in carica e alla ex Consigliera di Stato Patrizia Pesenti”.

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