POLITICA
Traffico, dalle domenica senz'auto a un miliardo da investire in vari progetti. I Verdi, "cittadini interessati a una mobilità diversa". Marchesi: "siamo indietro di 30 anni"
Dopo SlowUp, gli ecologisti propongono una domenica al mese senz'auto da marzo a ottobre. Il presidente dell'UDC ritiene invece che "si è investito ovunque tranne che sulla mobilità privata. E non vuol dire non supportare il trasporto pubblico o la modalità lenta. Ecco i progetti che finanzierei"
BELLINZONA – Da una parte si vuole una domenica al mese senz’auto, dopo il grande successo di SlowUp, dall’altra si chiede di investire un miliardo nelle strade. Le due posizioni, apparentemente opposte, sono del presidente dell’UDC Piero Marchesi e dei Verdi.

Per i secondi, “i cittadini sono interessati a vivere una mobilità diversa, più dolce e incentrata sui rapporti interpersonali". A loro avviso, tenendo una domenica al mese senza auto da marzo a ottobre “si potrebbe prospettare un’alternanza regionale dei luoghi dove limitare il traffico veicolare, affinché sia permesso di scoprire tutto il nostro territorio in sicurezza e al contempo si possa sensibilizzare sulle emergenze climatiche che siamo chiamati ad affrontare in questo secolo”.

Per contro Piero Marchesi alcuni giorni fa aveva parlato di un miliardo per le strade, ma intervistato da liberatv, si dice sicuro che più auto non corrispondano a più traffico. “Sono favorevole al trasporto pubblico e agli investimenti in questo settore. Sostengo anche i progetti di mobilità aziendale e quelli a favore della mobilità lenta come ad esempio le piste ciclabili. Il problema è che lo Stato in questi anni ha investito in ogni vettore del trasporto, tranne che in quello della mobilità privata. E così siamo rimasti indietro di 30 anni”.

Cosa vorrebbe realizzare con quei soldi? “In parte opere già in cantiere che però vanno spinte per accorciare i tempi. Penso ad esempio al semisvincolo di Bellinzona. Per quanto riguarda il Malcantone sembra che con la circonvallazione finalmente ci siamo con mia grande soddisfazione, ma per la continuazione fino al valico di Ponte Tresa non ci sono i soldi. Infine penso a tutte quelle opere che le varie regioni del Ticino aspettano da anni”.

Insomma, un riorientamento in grande stile,pronto a cambiare la mobilità in Ticino. “Negli ultimi 10 anni in Ticino abbiamo avuto, grazie a un’immigrazione incontrollata, 30’000 residenti in più e oltre 30’000 frontalieri in più. Questa crescita di 60’000 persone ha inevitabilmente portato la situazione viaria al collasso. A pagarne le conseguenze sono i cittadini, le piccole imprese, gli artigiani (che hanno gli operai in colonna al posto che dai clienti), il turismo. Solo chi mette il paraocchi non vede il problema. Dobbiamo assolutamente investire in opere che consentano di fluidificare il traffico”, afferma Marchesi.

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