POLITICA
Che casino da un caleppino! "I media italiani cercavano solo la polemica"
Dopo Invidia, anche Lara Comi ha attaccato per Bala i ratt: "intervenga il Governo". Marchesi e Chiesa precisano che si tratta di una campagna vecchia, "e chi mastica amaro, visto che i frontalieri sono aumentati?"
uno dei manifesti dei tempi della campagna

BELLINZONA – Un caleppino che girava al Congresso UDC di sabato ha scatenato una bufera. Si ricordava la campagna Bala i ratt, che non è attuale, e fece scalpore ai tempi. I frontalieri, tra l’altro, erano meno di adesso, la cifra indica che non si tratta di qualcosa che si sta usando adesso.

C’è da dire che non è un periodo fortunatissimo per i democentristi, che dopo aver visto il caso Rossi oscurare l’annuncio della rincorsa al seggio di Bertoli, adesso si trovano al centro del dibattito dei politici italiani. Prima i vari media avevano parlato di una ripresa della campagna contro i lavoratori italiani, poi ci hanno pensato i politici, da Invia ad ora Lara Comi.

“È ora di agire per tutelare i frontalieri. A loro va tutta la mia solidarietà e spero che il Governo italiano intervenga, non solo per stigmatizzare con fermezza questa ennesima provocazione ma anche per mettere in campo quelle azioni di rilancio dell’economia e della competitività dei territori di confine, che possa offrire ai nostri frontalieri opportunità alternative di occupazione in Italia. Penso ad esempio alla proposta di legge “Aree di confine” di Confartigianato per detassare i salari nei territori al confine con la Svizzera", ha detto a Varesenews.

A reagire prima era stato il leghista Quadri, ora scende in campo l’UDC. Già attraverso il Corriere del Ticino Piero Marchesi aveva spiegato, se ancora ce ne fosse bisogno, che la campagna è vecchia. “Ma la campagna “Bala i ratt” non è neppure nei nostri pensieri. La polemica è nata dalla presenza di due agendine raffiguranti la campagna vecchia di 8 anni casualmente riesumati da un fondo di magazzino”, ha precisato. Nessuno si attendeva il clamore suscitato da un caleppino! “È veramente ridicola la polemica montata ad arte dai media italiani e da alcuni politici lombardi. Spesso i media italiani mi interpellano per informazioni, questa volta non l’hanno neppure fatto. La dimostrazione è che a loro non interessava la verità, cercavano solo la polemica”: ma, aggiunge, “noi continuiamo sulla nostra strada lavorando a favore degli interessi dei ticinesi. Se ne facciano una ragione”.

Anche Marco Chiesa ha voluto rispondere a Lara Comi. “Si è bevuta una bufala enorme rilanciata senza alcuna verifica e alcun controllo dai giornalisti italiani definiti "pennivedoli e puttane" dal buon Di Battista del Movimento 5 stelle. Lei, subito lancia in resta a difendere i frontalieri! Forse perché a maggio ci sono le elezioni europee? Ma per dirla tutta chi ha dovuto sopportare le conseguenze della libera circolazione non sono certo i lavoratori frontalieri ma piuttosto quelli residenti. Nel nostro Cantone i lavoratori stranieri, per la prima volta nella nostra storia, hanno superato in numero i lavoratori svizzeri. Comi pensi ai frontalieri, noi pensiamo ai lavoratori ticinesi. Non ci sarà un rilancio di "Bala i ratt" ma nel 2010 sui cartelloni c'era la cifra 45'000, oggi sono 65'000! Chi mastica amaro?”.

 

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