POLITICA
Il post incontro. "Bloccate i ristorni". "Ben venga la formalizzazione della mancata ratifica sull'accordo"
Ieri Cassis ha ricevuto a Lugano il suo omologo italiano. Quadri: "Quando finirà questa commedia dei Pupi?". I due deputati pentastellati: "Un nuovo accordo, un lieve aggiornamento di quello del '74"

LUGANO – Ieri a Lugano Ignazio Cassis ha incontrato il suo omologo italiano, Enzo Moavero Milanesi. Se la Svizzera si è detta pronta a firmare l’accordo fiscale parafato ormai nel 2015, più vago è rimasto il rappresentante italiano, affermando che c’è la volontà del Governo italiano di arrivare a una posizione chiara in merito al tema della fiscalità dei frontalieri entro la primavera.

Lorenzo Quadri ha reagito insistendo sul blocco dei ristorni, convinto che a quella firma non si arriverà mai. “Quando finirà questa commedia dei Pupi?”, si è chiesto. “Veramente la Svizzera sono tre anni che è pronta, è l’Italia che non si sogna di firmare. Ed ovviamente non lo farà nemmeno in primavera. Ci sono i due deputati pentastellati che si vantano di aver cancellato l’oggetto dall’ordine del giorno della Camera”, riferendosi a Invia e Currò.

“Non si vede come il buon Moavero possa imporne al parlamento non solo la trattazione, ma addirittura l’accettazione. Per l’ennesima volta, si sta menando il can per l’aia ed è inaudito che gli svizzerotti (ed anche il parzialmente svizzero...) ancora ci caschino. Come detto un’infinità di volte, le cose da fare sono solo due: 1) bloccare i ristorni, che nel frattempo sono lievitati ad 84 milioni o giù di lì e 2) disdire la convenzione del 1974”, conclude.

A proposito di Invidia e Currò, i deputati hanno detto la loro. Rimangono contrari all’accordo. "L’ottimo lavoro del Ministro Moavero prosegue, siamo molto felici che i rapporti tra Italia e Svizzera si confermano cordiali e proficui. Concordiamo inoltre con la fissazione di una data per la chiusura dei “cantieri” in corso, così da poter fornire certezze ai lavoratori frontalieri e ai cittadini campionesi”, hanno dichiarato. 

“Sui frontalieri la posizione ovviamente è sempre la stessa: no all’accordo del 2015, ben venga quindi la formalizzazione del mancata ratifica, peraltro già obsoleto rispetto ai nuovi disegni comunitari. Sì invece alla disponibilità dell’avvio di un nuovo accordo che prevede solo un lieve aggiornamento dell’accordo del ‘74 che tiene salvi e saldi tutti i principi di allora", terminano.

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