POLITICA
Capitol Hill entra nella politica ticinese. Zoppi tira in ballo l'UDC ed è subito polemica
"I discorsi di Trump che hanno scatenato quell’attacco alla democrazia non sono lontani da quelli dell’UDC in Svizzera", ha detto. Bühler: "Che al PS piaccia spararle grossa è noto ma c'è un limite a tutto". La GISO prende posizione con un comunicato

LUGANO - È UDC contro PS e GISO. L'antefatto? L'assalto a Capitol Hill e una frase di Carlo Zoppi nell'assemblea che ha lanciato la campagna verso le elezioni di socialisti, comunisti e Verdi.

"I discorsi di Trump che hanno scatenato quell’attacco alla democrazia non sono lontani da quelli dell’UDC in Svizzera. Entrambi parlano alle stesse persone, persone che potenzialmente possono compiere qui in Svizzera atti come quelli di Washington. Come socialisti e amanti della democrazia dobbiamo essere fermi nel tutelare le nostre istituzioni", ha detto Zoppi.

Scatenando la rabbia del democentrista Alain Bühler. "Che Zoppi e il PS amino spararle grosse è cosa nota a tutti, ma a tutto c'è un limite. Paragonare l'elettorato UDC a quella massa di persone che hanno assaltato la sede del Congresso statunitense, come ha candidamente fatto il collega Zoppi all'assemblea del PS Lugano, è oltremodo offensivo", ha scritto su Facebook. "Poi però mi ricordo che in Svizzera l'estremismo che rappresenta un vero rischio per la sicurezza Interna, oltre a quello islamico, è quello di sinistra, secondo i rapporti dei servizi di sicurezza della Confederazione degli ultimi anni. Il PS, visto che ha tanto a cuore la democrazia e le istituzioni, prima di cercare pericolosi estremisti nella base dell'UDC dovrebbe guardare a casa propria, dove realmente albergano individui anti-autoritari e inclini alla violenza e al vandalismo. Vedi gli amici inquilini dell'ex Macello...".

I commenti e gli attacchi sono continuati attraverso Facebook e in serata la GISO ha preso posizione con un comunicato. "I partiti di destra sostengono una politica di disinformazione. La retorica del ceto medio negli anni ha perso il suo potere. Purtroppo per i partiti borghesi, le dinamiche stesse del capitalismo hanno ridotto drasticamente la classe medio alta di cui l’UDC e la Lega dei Ticinesi cercano il voto. La polarizzazione della ricchezza ha fatto arrivare il denaro nelle mani di pochissimi privilegiati di cui le destre fanno gli interessi. Per racimolare voti oggi, come abbiamo visto anche negli U.S.A., la destra ha costruito una retorica fatta di fatti propri, fake news e teorie del complotto. In Ticino però, la destra è ancora all’antica: si limita a
presentare statistiche riparandosi dietro a dei numeri ed evitando di spiegare quei dati", si legge.

I giovani socialisti hanno fatto notare quelle che ritengono essere le differenze tra i metodi di fare manifestazione di sinistra e di destra: i primi mobilitando le persone in piazza, i secondi "avvalendosi di numerosi investimenti da parte di grandi aziende, banche, ditte petrolifere di cui fa gli interessi in parlamento. Questi fondi vengono sfruttati per erigere cartelloni e promuovere campagne che incitano all’odio verso minoranze presenti nel nostro cantone e nel nostro paese. Nonostante siano meno d’impatto però, questi cartelloni creano un clima di difficile integrazione con tutti i problemi per la collettività che ne comportano".

"Mentre le destre fomenteranno l’odio con i cartelloni finanziati dalle grandi Lobby noi torneremo a sederci per manifestare. Se questo fa di noi degli estremisti o dei pessimi cittadini siamo fieri e fiere di esserlo", terminano. 

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